Fondi Ue 2021-2027, De Michelis: Finalmente si va verso una semplificazione vera

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“La prima vera semplificazione è alle porte, a patto che si utilizzano efficacemente gli strumenti Ue”: lo dice Nicola De Michelis, Consigliere principale alla DG-Regio Commissione Europea, nel corso della giornata di approfondimento promossa il 6 dicembre scorso dalla Fondazione Ifel Campania al Museo nazionale di Pietrarsa.

Un intervento il suo che parte dal “terremoto” socioeconomico e politico che ha scosso l’Europa negli ultimi anni. “La geografia economica è cambiata – dice De Michelis – C’è stata una forte convergenza estremamente dinamica nei paesi dell’Europa centrale e orientale, con crescita di economia e occupazione, e una contestuale perdita di terreno dei Paesi del Sud dell’Europa e dell’Italia in particolare. Questa situazione ha generato un disagio che si è espresso in un voto politico severo rispetto alle risposte che l’Europa è in grado, o non in grado, di dare”. Un terremoto che inevitabilmente ha coinvolto la discussione sulla politica di coesione che nasce proprio per “dare una risposta a questi problemi”.

Ma è una discussione che non ammette “semplificazioni da social”, aggiunge De Michelis, anzi va approfondita ulteriormente. Le premesse sono due. La prima è che “le politiche europee devono affiancarsi a quelle condotte con risorse nazionali ma non possono sostituirle. Se lo fanno, il loro impatto sul territorio ne risulta limitato”. La seconda è che “la rapidità della spesa non è necessariamente un sinonimo di qualità ma la lentezza straordinaria con cui le risorse europee vengono spese è un problema”. Un problema che non è nuovo e che diventa sempre più difficile da giustificare nei confronti dell’Europa.

“Le abbiamo provate tutte – dice De Michelis – abbiamo sguinzagliato task force in giro per l’Italia, abbiamo inventato i piani di riforma amministrativa, eppure ci ritroviamo nel 2018 a dover ancora spiegare non solo tra di noi ma anche ai tedeschi, agli olandesi e a tutti gli altri come mai l’Italia sia ancora un paese che in termini di esecuzione ha una grande difficoltà”. Colpa sicuramente della gestione ma anche di procedure amministrative estremamente lente. Tanto che ancora oggi “in Italia un grande progetto infrastrutturale al di sopra dei 100 milioni ha bisogno almeno di 11 anni per essere completato, il doppio rispetto alla media europea”.

Di qui l’esigenza di una semplificazione, la stessa che secondo il rappresentante della Commissione Ue, potrà arrivare con la nuova programmazione europea. “Ho avuto il piacere o dispiacere di seguire quattro riforme di questa politica e credo che il ciclo 2021-2027 sia il primo in cui mi sento di poter dire che c’è potenzialmente una vera semplificazione, a condizione però che noi, Commissione, Stati membri, Regioni, Autorità di gestione, sapremo utilizzare bene gli strumenti che ci vengono dati”.

Quali sono? “Ne cito tre. Il primo è la possibilità di utilizzare costi standard, il secondo è la possibilità potenzialmente straordinaria di avere dei rimborsi sulla base degli obiettivi e non sulla base di giustificativi. Il terzo punto riguarda i sistemi di controllo. In breve, la Commissione dice: se i vostri programmi funzionano e lo dimostrate, non ci vedrete più”. L’estrema sintesi serve a De Michelis per rimarcare il fatto che molto della riuscita della nuova programmazione è nelle mani dei territori.

Infatti subito dopo, parlando di condizionalità, avverte: “Ce n’è una estremamente importante legata al semestre europeo. La commissione ha illustrato la sua strategia qualche settimana fa. A febbraio presenterà i suoi rapporti-paese con le raccomandazioni specifiche, il che significa che questo è il primo semestre in cui la commissione parlerà ampiamente di fondi strutturali e, soprattutto, dirà nei rapporti-paese cosa si attende che l’Italia faccia con le risorse 2021 2027. Ecco perché è importante cominciare subito a riflettere sul prossimo periodo di programmazione. Questo è veramente l’ultimo appello. Non commettiamo gli errori fatti in passato: il rischio è quello di perdere due anni e iniziare a spendere solamente nel 2023”.

Guarda l’intervento di De Michelis al convegno di Pietrarsa

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