Fondi Ue 2021-2027, Fanelli: Il 10% del Fesr per sviluppo urbano e agenda rurale

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“Regole più semplici e più efficaci e una politica di coesione che sia più vicina ai comuni”: lo chiede Micaela Fanelli, coordinatrice del gruppo del Partito Socialista Europeo alla commissione Econ del Comitato delle regioni, nel contributo video offerto al dibattito sulla nuova programmazione dei fondi europei organizzato il 6 dicembre scorso dalla Fondazione Ifel Campania al Museo ferroviario di Pietrarsa.

Fanelli attraverso la telecamera si rivolge alla sala ricordando il negoziato in atto a Bruxelles. Fari puntati in particolare su due strumenti che riguardano molto da vicino i Comuni, il Pon metro e la strategia nazionale delle aree interne.

Sul primo ricorda che “l’Italia ha avviato da tempo una sperimentazione”. Si tratta di un supporto importante “per ridurre i deficit nei diritti di cittadinanza nelle periferie ma anche per rilanciare innovazione e crescita dei motori di sviluppo principali dell’Ue”. Su questo “siamo già in una fase avanzata perché Agenda Urbana in Europa è uno strumento conosciuto e ci insistono in molti”. Un lavoro maggiore, dice la rappresentante del Comitato delle Regioni, va fatto sulla strategia nazionale delle aree interne. “In Italia abbiamo avviato una sperimentazione difficile, lunga, a tratti ancora non efficace ma che va sostenuta con forza perché è l’unica che ci può far avere un approccio complessivo al tentativo di ridurre lo spopolamento, di rilanciare la crescita e di affermare con maggiore forza i diritti di cittadinanza in una fetta d’Italia che riguarda quasi il 60% del territorio, circa il 25% della popolazione, 2.000 comuni periferici e ultraperiferici. Tutto questo è un bagaglio importante” per la costruzione della nuova Europa.

Il Ciclo 2021-27 non potrà prescindere allora dal ruolo fondamentale degli enti locali nei confronti dei quali Fanelli chiede alle istituzioni europee più attenzione. “Arrivare al 10 per cento del Fesr dedicato ai comuni? Noi chiediamo che ci si provi. Attualmente è previsto il 6 ma pensiamo che il 10 possa essere un traguardo raggiungibile. Chiediamo anche che ci siano due gambe su questo plafond: asse urbano e asse di agenda rurale”.

Oltre a questo poi “Anci ha messo sul tappeto del negoziato politico altre questioni importanti”. Riguardano in primo luogo “una drastica semplificazione e una maggiore flessibilità perché l’armamentario dei regolamenti per i comuni è molto spesso complicato. Basti pensare agli oneri di controllo, agli appesantimenti nella progettualità, alla scarsa possibilità di essere all’altezza nell’utilizzo dei fondi diretti. Su queste cose abbiamo bisogno di alzare le nostre capacità di fronteggiare la situazione ma anche di chiedere alla burocrazia europea uno sforzo di comprensione perché molto spesso gli oneri burocratici sono tali da vanificare completamente lo slancio di idee e di proposte che vengono dai territori. I nuovi regolamenti fanno un passo in questa direzione, noi pensiamo che si debba migliorare”.

La coordinatrice Pes nella commissione Econ del Comitato delle Regioni si sofferma in ultimo su altri tre argomenti. “Vorremmo che i fondi di sviluppo agricolo tornassero nella coesione – dice – In particolare per le aree interne questo è molto importante”. C’è poi il tema delle precondizionalità molto rilevante per i comuni che “potrebbero vedere a proprio svantaggio pesare inefficienze o mancati rispetti di regole da parte degli stati nazionali. Personalmente – aggiunge Fanelli – sono anche favorevole a verificare chi rispetta le famose regole di diritto. Penso ad esempio alla questione dei migranti: abbiamo conosciuto Paesi che si sono molto avvantaggiati dei fondi strutturali ma che poi hanno alzato i muri non volendo accogliere quote di migranti da integrare sul proprio territorio. Questa è una delle condizioni su cui io credo dovremmo fare in qualche modo attenzione”.

E conclude: “Abbiamo bisogno di un approccio strategico migliore” e di “rimettere a punto la strategia di lungo termine dell’Ue con un forte negoziato con i territori. Se riusciremo a fare alcune di queste cose, forse riusciremo a migliorare la coesione e quindi a raggiungere più efficacemente i nostri obiettivi”.

Guarda l’intervento video di Fanelli al convegno di Pietrarsa

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