Cultura Napoli capitale dell’Audiovisivo e dell’Animazione

Napoli capitale dell’Audiovisivo e dell’Animazione

di Salvatore Parente

Le opportunità di rilancio per la Campania, anche dopo la tempesta generata dal Covid-19, sono tante. Una di queste è di sicuro rappresentata dall’espansione delle produzioni audiovisive nel nostro territorio. Un territorio ambizioso, creativo con una solida tradizione in questo specifico comparto ed un futuro ricco di potenzialità e prospettive grazie anche alla nascita del “Distretto regionale dell’audiovisivo e polo del digitale e dell’animazione creativa” nella città di Napoli, nella zona ex Nato di Bagnoli. Si tratta di un progetto destinato a rivitalizzare l’intera area che prevede, grazie all’impegno della Regione Campania e della sua partecipata Film Commission, una serie di interventi mirati per dare ulteriore linfa attrattiva ad un settore, come quello del Cinema campano, già in grande espansione.
E proprio il Direttore della Film Commission Regione Campania Maurizio Gemma ci presenta il quadro di una operazione che parte da lontano e che finalmente vede la luce dopo anni di pianificazioni, progettazioni, rilanci e operazioni propedeutiche alla formazione di un clima e di una legislazione favorevoli per tutto il settore audiovisivo regionale. “Come Fondazione Film Commission possiamo affermare di aver raggiunto grandi traguardi negli ultimi anni. Abbiamo reso la regione Campania attrattiva, non nel senso scenico, per quello ci ha pensato nostro Signore, ma dal punto di vista della produzione audiovisiva. I prodotti, in termini industriali, si svolgono in luoghi adatti, con professionalità serie, riconosciute a livello internazionale, e gli imprenditori che investono e ci mettono i soldi lo fanno in luoghi proprio con queste premesse: know-how, competenze, spazi, set. Caratteristiche che ci sono tutte sul nostro territorio”.
Una crescita, quella della Campania, indiscutibile, testimoniata tra l’altro da importanti risultati raggiunti sotto molti punti di vista: “In questi anni si sono decuplicate le produzioni svolte in Regione, da una decina di prodotti all’anno a oltre 150. L’Amica Geniale, per citarne una, è uno dei fiori all’occhiello di questa tendenza con un budget da 40 milioni di euro e ricadute straordinarie sul territorio. Dopo aver ottenuto questi risultati, abbiamo puntato alla promozione di strategie su più fronti: attività di formazione e aggiornamento professionale, crescita delle capacità imprenditoriali per continuare ad attrarre valori industriali e lo sviluppo di questo distretto dell’audiovisivo campano. Fondamentale non solo dal punto di vista logistico ma anche come soluzione concreta per la crescita delle produzioni locali. La recente ricerca di Italy For Movies conferma che la Campania, dopo il Lazio, è la seconda regione con il maggior numero di produzioni audiovisive. E il Distretto regionale dell’audiovisivo e polo del digitale e dell’animazione creativa rappresenta, dopo la legge regionale di sistema del 2016 finalizzata alla sburocratizzazione e al sostegno dell’intero comparto, un ulteriore tassello per fare bene. Significa il completamento di un processo di lunga data con una infrastruttura di 10.000 mq che mette a disposizione delle imprese spazi, servizi e aree a supporto della produzione cinematografica con tre specifiche funzioni: rafforzare l’appeal della Regione anche da un punto di vista logistico-industriale, accrescere le capacità dei soggetti locali e garantire la crescita di altre generazioni con la formazione continua delle nuove leve interessate a lavorare in questo comparto. Insomma, le componenti per far bene anche nell’immediato futuro ci sono tutte”.
E che le prospettive siano rosee lo si capisce anche dalle parole del pluripremiato Produttore napoletano Luciano Stella, amministratore della Mad Entertainment e profondo conoscitore del linguaggio filmico del Cinema d’Animazione con cui, in anni recenti, s’è imposto al grande pubblico grazie al capolavoro Gatta Cenerentola (con Alessandro Gassman, Massimiliano Gallo, Maria Pia Calzone e tanti altri) che gli è valso il premio Ciak d’oro come miglior Produttore per l’anno 2018. Stella pone l’accento sulle opportunità che il distretto potrebbe garantire alle future generazioni con particolare attenzione alla formazione, alla competitività del territorio e all’ambizione – chissà – di trasformare questo polo in un centro d’eccellenza anche per l’Animazione digitale e gli effetti speciali come già accade a Stoccarda, in Germania.
“Il percorso intrapreso dalla Regione e dalla Film Commission va nella giusta direzione ed è di sicuro positivo. Se si ammette – sostiene Stella – che l’audiovisivo è una risorsa importantissima e che ci si trova in una situazione congiunturale molto favorevole, il Distretto arriva al momento giusto. Con la pandemia ma anche con tutto ciò che stava avvenendo prima nel mercato mondiale, si avverte ed è palpabile una straordinaria richiesta di contenuti audiovisivi offerti dalle numerose piattaforme in circolazione (Netflix, Prime Video, Disney+, Rakuten tv, Apple TV, Google) ma anche dalle stesse reti di telefonia (per esempio TimVision) che propongono migliaia di contenuti on demand. Dal documentario alla serie tv, dall’animazione al film fantasy, dalla commedia al racconto di viaggio, dal teatro per la tv alla videoinchiesta. Questa esigenza, questa grandissima domanda fa sì che il Distretto possa entrare a pieno titolo in questo vasto mercato in termini anche di post-produzione e appunto di animazione digitale”.
Del resto, si tratta di un settore che richiede grandi specializzazioni e professionalità: “Un polo-incubatore, una comunità competente dove ci si può formare è una grandissima occasione per la Campania e per tutto il Sud. Un luogo in grado di offrire ai nativi digitali, ai ragazzi e alle ragazze del territorio, specie quelli più volenterosi e intenzionati ad apprendere gli strumenti artigianali dell’animazione e degli effetti speciali, formazione e lavoro. Senza per questo veder partire e perdere le risorse migliori. La Campania e il Sud, terre creative, possono diventare un punto di riferimento estremamente competitivo grazie alla qualità dei propri professionisti, alla crescita delle proprie risorse umane ed ai costi oggettivamente più contenuti rispetto ad altre realtà internazionali. L’augurio è che il distretto possa diventare negli anni per l’animazione e gli effetti speciali una struttura rilevante nella sua configurazione, unica in Italia, sul modello Stoccarda (hub di effetti speciali che serve anche le Major americane)”.
Chiude Claudio Gubitosi, padre fondatore del Giffoni Film Festival e punto di riferimento per il Cinema in Campania, che plaude all’iniziativa e ravvisa la necessità da parte degli attori in campo di guardare all’oggi con uno sguardo ben definito all’orizzonte, al futuro. Ad una progettualità pluriennale vincente in grado di sfruttare appieno l’occasione che sta arrivando.
“Un polo del genere non può che favorire una identità territoriale e la realizzazione di produzioni made in Campania con l’obiettivo di guardare ai mercati e alle opportunità nazionali ed internazionali anche in termini occupazionali. Ecco perché dico che andrebbe dato seguito a questa linea progettuale. Negli ultimi tempi la Campania è stata oggetto di numerose attenzioni da parte di produttori e la Film Commission, pur nella ristrettezza economica, ha lavorato molto bene. Non si può però non legare a queste progettualità, che legittimamente contengono in sé obiettivi ambiziosi ed adeguate prospettive, la formazione che diventa fondamentale per supportare ed in qualche modo giustificare gli enormi investimenti necessari alla sua realizzazione”.
Nonostante l’avvio di questo progetto sia imminente, Gubitosi non frena l’immaginazione e rivolge il suo pensiero all’avvenire: “Oggi possiamo prendere quello che c’è ma dobbiamo già preventivare che i mestieri e le professionalità, direi la complessità di questo mondo, richiedano un’alta formazione che bisogna preparare oggi per domani. Non facciamoci sfuggire questa importante occasione. La Campania, in quel contesto che io da tempo ormai sottolineo, deve e può aspirare ad essere una regione vivace, attenta ai mutamenti, innovativa e all’altezza di uno scenario europeo sempre più esigente. Un polo audiovisivo oggi con le nuove tecnologie, ma anche in un modello di produzione e di community nuovo, che il post Covid-19 impone, deve tener conto di un’analisi oggettiva e scientifica del contesto in cui si inserisce e degli interlocutori a cui vuole rivolgersi dotandosi di un piano “editoriale” della durata di almeno cinque anni. Credo che quello che non manchi alla nostra Regione siano la bontà delle idee e la qualità delle risorse umane”.

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