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Economia Le tappe della nuova programmazione

Le tappe della nuova programmazione

di Maria Laura Esposito e Rosario Salvatore*

Il 17 dicembre scorso – a due anni e mezzo dal lancio della prima proposta da parte della Commissione Europea – e dopo la definitiva approvazione al Parlamento di Bruxelles, il Consiglio ha finalmente adottato il regolamento che stabilisce il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE per il periodo 2021-2027, destinato a coprire sette priorità di spesa, mediante il finanziamento di quasi 40 programmi europei a gestione diretta e indiretta. Al termine di un negoziato estenuante, profondamente segnato dalle vicende legate alla pandemia, il nuovo bilancio dell’UE stanzia 1.074,3 miliardi di euro. Alle risorse ordinarie, si sommano i 750 miliardi previsti dallo strumento per la ripresa Next Generation EU (NGEU) e che consente alla UE di assicurare un piano di finanziamento senza precedenti: 1.824,3 miliardi di euro per rafforzare la ripresa e per continuare a sostenere le priorità a lungo termine: innovazione e digitalizzazione, transizione verde, pilastro sociale dei diritti, coesione territoriale.

Anche per i prossimi sette anni la Politica di Coesione rappresenterà circa un terzo del bilancio ordinario: 330,2 miliardi complessivi, di cui 200,4 per il FESR e 88 per il Fondo sociale europeo. Analogamente, l’Italia continuerà a essere il secondo Paese beneficiario, con un totale di 43,11 miliardi di euro. Del totale a disposizione, la Commissione Europea – con lettera inviata al Governo a fine 2020 – ha assegnato circa i ¾ alle regioni del Mezzogiorno: poco più di 30 miliardi di euro che rappresentano la base per la costruzione dei futuri programmi operativi – sia regionali che nazionali –, grazie ai quali i nostri territori potranno continuare a investire, puntando a ricucire i divari territoriali.

Su questa base, a fine dello scorso anno, è stata avanzata una prima proposta di riparto delle risorse, sulla base della quale il 62% (18,65 miliardi di euro) delle risorse destinate al Mezzogiorno sarebbero assegnate alle regioni e ai Programmi Operativi Regionali (POR) e il restante 38% (11,43 miliardi), invece, gestite mediante Programmi Operativi Nazionali (PON), in ogni caso destinati ai territori del Sud d’Italia.

Un discorso a sé merita l’analisi del riparto delle risorse tra Regioni, in particolare tra quelle del Mezzogiorno. Volendo ipotizzare l’utilizzo, anche per la programmazione 2021-27, degli indicatori propri del cosiddetto “metodo Trigilia”, alla Campania, dovrebbe essere assegnato il 26,2% del totale dei fondi destinati alle regioni del Mezzogiorno: complessivamente circa 7,90 miliardi di sole risorse europee, con un aumento di poco al di sotto di 1 miliardo, rispetto alla programmazione 2014-2020. Un montante che consentirebbe di destinare ai programmi operativi regionali della Campania – nell’insieme FESR e FSE+ – risorse per circa 4,90 miliardi (pari al 62% del totale), cui si andrebbe a sommare la quota di cofinanziamento nazionale che – per quanto ancora non ancora definita – si stima al 45% (ulteriori circa 4 miliardi di euro), determinando risorse totali che sfiorano i 9 miliardi di euro, da ripartire tra Fondo Sviluppo Regionale e Fondo Sociale.

Nelle prossime settimane si giungerà al riparto definitivo che, al netto di piccoli correttivi volti a neutralizzare i divari più evidenti, dovrebbe confermare le dotazioni sopra rappresentate.

Il traguardo del riparto per divenire effettivamente operativo deve essere accompagnato dalla approvazione dell’Accordo di Partenariato che rappresenta l’orizzonte strategico degli obiettivi, nonché il quadro di riferimento per la definizione delle azioni e, di conseguenza, anche dei programmi operativi. Solo a completamento di queste attività sarà possibile iniziare l’interlocuzione vera con la Commissione Europea, che potrà portare alla finalizzazione del lavoro e al lancio della nuova programmazione.

Tuttavia, in Europa, se sono già state stabilite le quote di risorse da assegnare, continua, invece, a persistere il margine di indeterminatezza rispetto al quadro normativo. A fine 2020, in sede di trilogo, è stato raggiunto l’accordo informale sui contenuti della parte normativa dei regolamenti. Con la Presidenza Portoghese, nei primi mesi del 2021, sono state invece ultimate le restanti parti dei testi, tra i quali, in particolare, gli allegati necessari alla predisposizione dei Programmi Operativi (template, categorie di spesa, indicatori). Anche a margine dell’accordo, però, il calendario delle prossime settimane risulta ancora fittissimo e ricco di appuntamenti che, stando alle ipotesi, dovrebbero portare alla firma a Bruxelles del nuovo pacchetto dei regolamenti della Politica di Coesione, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio prossimi.

In questo contesto, prosegue il lavoro dell’Amministrazione Regionale inteso a garantire l’avvio in tempo utile della nuova Programmazione dei fondi strutturali 2021-2027. Un lavoro che non ha significato solo compiere i primi passi verso la scrittura dei programmi operativi, quanto e soprattutto, mettere fin da subito le basi per scelte strategiche future. L’obiettivo, fin da principio, è stato di iniziare a costruire linee di investimento sinergiche, rafforzate dal contributo congiunto di tutte le fonti di investimento – nazionali ed europee – che, mai come in questa particolare congiuntura storica, sono così tante e con tempistiche molto stringenti, che, se non programmate in maniera attenta, rischiano financo di trasformarsi in un vulnus per l’attuazione.

*AT FESR IFEL Campania

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