Pubblica amministrazione Regioni Masterplan: il paesaggio tra realtà e rappresentazione

Masterplan: il paesaggio tra realtà e rappresentazione

di Orlando Di Marino

La storia e lo sviluppo di un agile e innovativo strumento di pianificazione e programmazione che può davvero costituire quella possibilità di recupero di paesaggi degradati e prefigurare occasioni di sviluppo

Ma non può meravigliare che, in un dato ambiente storico, quella stessa sociale genialità, che imprime nel paesaggio naturale forme regolari e precise, adeguate ai suoi fini produttivi, sia educata a dominare e a comporre le linee di un paesaggio pittorico in una coerente unità di forme: che decade e si disgrega, per contro, là dove le forze produttive della società stessa non bastano più ad improntar del proprio rigore le forme ben definite e coerenti di un paesaggio agrario”. Le parole di Emilio Sereni possono contribuire a definire la cornice nella quale si sta muovendo la Regione Campania nel processo di definizione di un programma di intervento che riguarda estese e strategiche parti del proprio territorio, in una stretta e diretta relazione tra il paesaggio e la sua rappresentazione, tra la capacità di modificarlo a fini produttivi e al contempo rappresentarlo in un disegno organico.

Muoversi tra lo sviluppo e la tutela, tra il degrado e la capacità di prefigurare scenari in cui comporre le diverse e spesso contrastanti istanze territoriali: questa la base su cui si sono mosse in questi anni le strategie regionali per definire l’importante strumento di pianificazione che è il Piano Paesaggistico Regionale, nel quale trova spazio per l’applicazione sperimentale di alcuni e puntuali elementi programmatori il Masterplan, un termine ampio non meno che vago, che nel farsi della sua azione progettuale e programmatoria sta trovando una precipua e singolare definizione, fortemente ancorata alla realtà dei fatti, alla definizione di una strategia, alla individuazione dei tempi e delle risorse necessarie a realizzarla.

Il termine venne introdotto nel dibattito regionale da una delibera di Giunta del 2016 che intendeva ricorrere ad uno scenario di area vasta attraverso cui comporre le difficoltà e le occasioni di sviluppo della fascia costiera della Regione Campania, attraverso “strumenti di pianificazione integrata per ambiti rilevanti di territorio campano che necessitano di interventi di nuova infrastrutturazione, di riqualificazione e rifunzionalizzazione delle infrastrutture esistenti, di risanamento ambientale, di valorizzazione del patrimonio storico-artistico e naturale e che favoriscano la crescita dell’occupazione e della ricchezza”.

La struttura del Masterplan ha visto mutare nel tempo la sua condizione, trasformandosi in un vero e proprio strumento programmatorio codificato, aggiungendo al termine stesso la dizione di Programma Integrato di Valorizzazione introdotto dal testo di modifica della Legge regionale del Governo del Territorio, approvato in Giunta regionale nell’ottobre del 2019 che all’articolo 20 lo definisce come “lo strumento di area vasta di raccordo tra le previsioni della pianificazione paesaggistica, territoriale e urbanistica e la programmazione delle risorse economiche e finanziarie in modo da consentirne la loro territorializzazione sia in termini di dotazioni pubbliche, sia di attivazione di forme di partenariato pubblico-privato.”

Una prima serie di tre Masterplan (vedi la scheda in basso), nascono in relazione alla Delibera del 2016 citata: il primo è stato quello relativo all’area Domitio-Flegrea (di cui abbiamo parlato nel numero 2 del 13/11/2019 di Poliorama), un’area complessa attraversata da gravi problematiche ambientali ma al contempo ricca di patrimonio culturale e ambientale e grandi possibilità di sviluppo. Il processo di costruzione di questo programma avviato nell’ottobre del 2017 ha conosciuto alcuni elementi caratterizzanti che stanno informando anche la nuova area di intervento attivata nell’ottobre del 2019, che è la parte di Litorale a sud di Salerno che va dalla città capoluogo fino al Comune di Castellabate.

L’intero processo di definizione del Masterplan-PIV è stato improntato ad un approccio aperto e partecipato, che fin dai primi passi ha voluto e saputo costruire con il territorio un dialogo forte e ricco di stimoli e contenuti. Anzitutto è stato costituito un livello di governance molto leggero, caratterizzato da un Comitato di Indirizzo dove sono presenti i rappresentanti istituzionali di ciascuna delle Amministrazioni coinvolte: in questa sede sono state condivise le scelte programmatiche e strategiche del Masterplan-PIV.

Il percorso di ascolto e confronto con la comunità locale ha conosciuto una fase particolarmente significativa con la creazione del Partenariato socio-economico che ha raccolto l’adesione di oltre 180 tra soggetti ed enti rappresentativi delle molteplici anime del territorio e la formazione dei Laboratori di Pianificazione partecipata, organizzati sul territorio nella seconda metà del 2019 intorno ai temi della “Pianificazione partecipata”, della “Valorizzazione di aree e beni demaniali e beni confiscati”, della “Valorizzazione delle identità tipiche locali”, e dell’”Adeguamento del Sistema Pubblico locale”. Questa fase di confronto ha contribuito ad apportare contributi fondamentali al progetto nell’ottica dello sviluppo sostenibile dei territori interessati.

Inoltre, sia per il Litorale Domitio-Flegreo che per quello di Salerno Sud, le progettazioni sono state affidate a esperti e qualificati gruppi progettuali selezionati attraverso una procedura di evidenza pubblica, che ha visto prevalere nel primo caso un raggruppamento progettuale coordinato dall’architetto paesaggista Andreas Kipar e nel secondo caso un gruppo coordinato dall’architetto Stefano Boeri. Nomi di elevato profilo professionale che hanno garantito una singolarità di approccio ad un tema complesso e risposte progettuali all’altezza delle sfide che i diversi territori nelle loro differenze e peculiarità ponevano.

La struttura amministrativa interna regionale ha definito il quadro degli interventi già attivi sul territorio che attingevano ai diversi cicli di finanziamento ed ha individuato una serie di obiettivi specifici prioritari che hanno costituito la traccia del lavoro per i gruppi progettuali; sebbene un Masterplan non sia specificamente codificato le attività svolte hanno consentito l’individuazione di tratti omogenei e costanti della risposta progettuale, che partendo dalla definizione di alcuni driver strategici di intervento è passata poi alla individuazione di alcuni Progetti di Sistema territoriali che innervavano il territorio aggregando tematiche funzionali e territoriali. Infine, la individuazione di alcuni progetti emblematici chiudeva il quadro della proposta, progetti che dessero il senso di un intervento e della reificazione di una strategia. Driver di sviluppo, progetti di sistema, progetti emblematici: i tre passi di una azione da ancorare a precisi ipotesi di finanziamento e tempi di realizzazione.

Sul Litorale Domitio-Flegreo, dove più maturo è il percorso programmatico, nel filone delle scelte effettuate è in corso un programma di investimento sui beni culturali con uno stanziamento di venti milioni di euro, e si stanno programmando una serie di progettualità con un fondo deliberato dalla Giunta regionale di due milioni di euro attraverso cui avviare le progettazioni selezionate nel Masterplan-PIV approvato; e infine, su due progetti simbolo, l’area che circonda la Torre ex-IDAC nel territorio di Mondragone ed il Borgo Centore a Cellole, sono state avviate attività di progettazione tese al loro recupero e valorizzazione.

Un analogo processo partecipativo, analoga tipologia di azioni e interventi, sono stati attivati per il Masterplan-PIV del Golfo di Salerno e caratterizzeranno anche l’ultimo Masterplan-PIV avviato sull’area di costa del Cilento fino a Sapri. Uno schema virtuoso di intervento programmatico che costruirà una cornice per altri territori della Regione che potranno aggregarsi per prefigurare insieme occasioni di sviluppo, trovando sponda nelle occasioni di finanziamento che si aprono con il nuovo quadro dei fondi strutturali del periodo 2021/2027 e di quello del PNRR.

Con questa struttura, con il diretto coinvolgimento delle Amministrazioni e dei cittadini, il Masterplan può davvero costituire quella possibilità di recupero di paesaggi degradati e prefigurare occasioni di sviluppo, quella capacità di fondere la realtà territoriale con la sua rappresentazione “pittorica” di cui parlava Emilio Sereni.

I Tre Masterplan-PIV attivati

1.      MASTERPLAN-PIV_LITORALE DOMITIO_FLEGREO Con Delibera di Giunta regionale n. 620 del 9 ottobre 2017 è stato attivato il primo Masterplan-PIV con area target rappresentata da 14 comuni che coprono la fascia costiera nord della Regione Campania sino al confine con la Regione Lazio: Bacoli, Cancello ed Arnone, Carinola, Castel Volturno, Cellole, Falciano del Massico, Francolise, Giugliano in Campania, Mondragone, Monte di Procida, Parete, Pozzuoli, Sessa Aurunca, Villa Literno.

Con Delibera di Giunta regionale n. 435 del 3 agosto 2020 è stato approvato il progetto definitivo.

2.      MASTERPLAN-PIV_LITORALE SALERNO SUD Con Delibera di Giunta regionale n. 526 del 29 ottobre 2019 è stata programmata una seconda linea di intervento sul Litorale della Costa di Salerno, individuando quale area target i territori di otto Comuni: Agropoli, Battipaglia, Bellizzi, Capaccio-Paestum, Castellabate, Eboli, Pontecagnano-Faiano, Salerno.

3.      MASTERPLAN-PIV_LITORALE CILENTO_Con Delibera di Giunta regionale n. 624 del 28 dicembre 2021 è stata attivata una terza linea di intervento, con area target i territori di tredici Comuni: Ascea, Camerota, Casal Velino, Centola, Ispani, Montecorice, Pisciotta, Pollica, San Giovanni a Piro, San Mauro Cilento, Santa Marina, Sapri, Vibonati.

 

 

Per reperire ulteriori documenti sui Masterplan-PIV è possibile consultare i seguenti link:

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