Cultura Musei, cancelli chiusi ma la cultura non si ferma

Musei, cancelli chiusi ma la cultura non si ferma

di Eliana De Leo

Chiuso fino al 15 gennaio 2021 in ottemperanza ai provvedimenti adottati dal Governo italiano per contrastare l’emergenza Covid-19 aggiornati dal DPCM del 3 dicembre 2020
Sul portale ufficiale di ogni museo d’Italia si legge pressappoco così. Ogni museo della nostra nazione è chiuso dal 5 novembre e lo sarà almeno fino al 15 gennaio.

In tempi di proteste e rimostranze di ogni genere di categoria afflitta dai problemi che comporta la chiusura prolungata dovuta alla pandemia, ad un occhio poco attento può sembrare che loro: i musei, austeri, forse distanti, mastodontici e meravigliosi restino lì, immobili, chiusi, esclusivi custodi dell’arte, almeno fino a prova contraria.

Invece, in un momento sì particolarmente complicato, i musei sono riusciti a re-inventarsi, a sfruttare un tanto sciagurato periodo in modo positivo. In Campania, ad esempio, la cultura ha trovato il modo di non fermarsi mai, di restare fruibile e di cambiare prospettiva.

Nei giorni scorsi è stato sotto i riflettori nazionali e mondiali il grande successo della prima inaugurazione in streaming del Teatro San Carlo di Napoli, con la Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni in forma di concerto. “Un successo enorme con decine di migliaia di persone collegate in tutto il mondo che ci spinge ad andare avanti sul progetto della piattaforma digitale della cultura” ha affermato il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini commentando gli oltre 40mila biglietti digitali venduti per lo spettacolo in streaming del 4 dicembre al costo di 1.09 euro e attualmente disponibile on-demand, insieme allo spettacolo proposto successivamente Gala Mozart e Belcanto ed a moltissimi contenuti speciali che in questi giorni stanno girando sui canali ufficiali social del più antico teatro d’opera.

Tornando ai musei, un esempio innovativo, interattivo e dinamico di fruizione museale, di vicinanza al pubblico nel periodo di chiusura dovuto alla pandemia è senza dubbio il Museo Archeologico Nazionale di Napoli – MANN.

“Dietro il portone chiuso del Mann la nostra comunità è a lavoro per quegli obiettivi annunciati nel Piano strategico 2020-2023 – ha dichiarato il direttore del museo Paolo Giulierini a il Mattino – Proseguono importanti attività di restauro, i cantieri, l’allestimento di due mostre, la progettazione. Con nuovi prodotti digitali manterremo vivo il dialogo con il pubblico, le scuole, le istituzioni di tutto il mondo per promuovere il nostro patrimonio”. Promessa mantenuta, in effetti, durante la chiusura, su Facebook e YouTube sono stati proposti gli «Incontri di Archeologia», già inseriti nell’annuncio programmazione 2020. Su tutti i canali social del MANN si trovano ogni giorno contenuti scientifici e divulgativi dedicati alle collezioni permanenti, alla mostra sugli Etruschi e ai nuovi allestimenti, anticipando la «visione digitale» di alcuni reperti che saranno inseriti nella Sezione Campania Romana, nella Sezione Tecnologica e nelle nuove Collezioni Pompeiane del Museo. Appassionanti itinerari d’autore, alla scoperta delle collezioni del Mann, sono stati costruiti e proposti online con le fotografie di Luigi Spina, che ha dedicato un lungo lavoro di studio e ricerca agli allestimenti permanenti del Museo e poi si è spinto oltre, addentrandosi nei ricchissimi depositi dell’Archeologico, lavoro che confluirà nella mostra “Sing Sing. Il corpo di Pompei”.

Non solo, per mantenere sempre vivo il rapporto con i propri utenti on-line e non, il Museo Archeologico ogni martedì di dicembre, fino al 29, propone un quiz di natale: MANN in quiz Christmas, per ciascun appuntamento, in palio un abbonamento OpenMANN annuale in versione family, da destinare a chi risponderà, in modo corretto e veloce, alle domande postate su Facebook. Un modo divertente e istruttivo per conservare il legame con il proprio pubblico aspettando il giorno in cui le porte del MANN potranno riaprirsi.

Strategia diversa quella del Museo e Real Bosco di Capodimonte, il mastodontico palazzo ed il polmone verde della città vivono due vite differenti in questa fase di chiusura. Se il bosco può continuare ad essere aperto alla vita dei cittadini che hanno la fortuna di vivere nei dintorni, per allenarsi e dedicarsi al running nei giorni feriali dal lunedì al venerdì (7.00-17.00), sempre nel rispetto dei divieti e delle prescrizioni previste dal DPCM del 3 novembre 2020; il Museo, invece, resta chiuso fisicamente ma apre le proprie porte al pubblico in forma virtuale. Come indicato sul portale con oltre 536 opere d’arte il Museo e Real Bosco di Capodimonte è fruibile online sulla piattaforma Google Arts & Culture. Una scelta volta all’osservazione e all’approfondimento, lontano dalla mondanità dei social-network: 203 dipinti fotografati con l’altissima tecnologia di Art Camera che permette di ingrandire anche il minimo dettaglio scoprendo particolari invisibili ad occhio nudo. In più 14 storie e tour virtuali con Street View tra le opere del museo e i viali del Real Bosco.

Un altro importantissimo complesso museale che non ha mollato nel corso dei mesi di chiusura, un esempio non di resilienza ma di vera reazione alla chiusura considerandola come un’opportunità per ripartire come e meglio di prima è la Reggia di Caserta. Come si legge in una nota pubblicata sul sito “La Direzione è consapevole dell’importante ruolo non solo culturale ma anche sociale e di benessere che il Complesso vanvitelliano, Appartamenti reali e Parco reale, riveste, soprattutto in relazione ai cittadini del territorio circostante – il direttore generale Tiziana Maffei spiega – il Museo, in questo periodo sarà ‘a porte chiuse ma con il cuore spalancato’. Attraverso i canali social e il sito internet istituzionali, la Reggia di Caserta, coerentemente con la propria missione, continuerà a promuovere cultura, conoscenza e condivisione e ad essere vicina ai tantissimi amanti del suo patrimonio. Il web sarà anche il veicolo per mostrare ciò che all’interno dell’Istituto andrà avanti, come il lavoro nei cantieri di restauro, la riorganizzazione degli spazi, gli importanti allestimenti previsti. Le attività di cura, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio proseguiranno senza indugi e con solerzia, diligenza e desiderio di restituire al più presto occasioni di piacere culturale. In questo momento di così grande difficoltà, la Reggia di Caserta abbraccia il suo pubblico in attesa di poterlo accogliere con molte delle novità alle quali si lavora”. Infatti, sono di questi giorni rubriche con hashtag come #ReggiaAccessibile, rubrica ideata per illustrare le iniziative in corso, e i progetti della Reggia di Caserta per rendere il Complesso vanvitelliano più accogliente e inclusivo; o #RestauriReali col quale vengono mostrati tutti i lavori di restauro che in questi giorni si stanno portando avanti come quelli delle Stanze del Re e degli appartamenti reali.

Al netto di tutte le iniziative che i musei portano avanti è innegabile che c’è un mondo che attende che i portoni che custodiscono arti e tesori inestimabili tornino ad aprirsi. In attesa che questo accada nuovamente, in Campania si è realizzata un’iniziativa volta proprio a sostenere e promuovere i musei e i siti archeologici della Campania che, con le chiusure hanno comunque risentito della grave crisi causata dal Covid.

Per il Natale 2020, infatti, è stata realizzata una speciale campania>artecard in edizione limitata Christmas.

Con la quale, dal 1 dicembre e fino al 6 gennaio, si potranno regalare 50 ingressi gratuiti (2 ingressi all’anno) in 25 siti selezionati del circuito Artecard, tra cui Pompei, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Reggia di Caserta, il Museo e Real Parco di Capodimonte, i Templi di Paestum e molti altri, insieme a 20 ingressi con scontistica in altri siti e musei della Campania; un modo per recuperare il tempo perduto con un omaggio speciale all’arte e al patrimonio culturale del nostro territorio.

Per informazioni campania>artecard Christmas www.campaniartecard.it/christmas

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