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InfoCamere: “La digitalizzazione della PA passa per investimenti strutturali ma occorrono servizi integrati e condivisione dei dati”

di Salvatore Parente

Per commentare la transizione digitale in atto ma anche le prospettive a lunga scadenza di questo processo di digitalizzazione/semplificazione dei processi amministrativi, già sperimentati in Campania nel corso dell’attuazione del piano socio-economico dello scorso anno, Poliorama intervista il Dott. Francesco Florio, Responsabile Pubblica Amministrazione centrale e locale di InfoCamere.

Il futuro appare meno incerto del recente passato e la ripartenza, specie nella Pubblica Amministrazione, non può prescindere da una rivoluzione copernicana: la digitalizzazione dei processi amministrativi al centro della nuova PA. Una radicale trasformazione, una transizione non più rinviabile e che la pandemia ha già in qualche modo introdotto. Eppure, il Paese, ad oggi, nonostante i grossi passi in avanti fatti e le molte misure messe in campo negli ultimi mesi per colmare anni di inerzia, è ancora lontano dal raggiungere una fisionomia ed una dimensione europee. Salvo rare eccezioni, come il caso della Regione Campania capace di gestire in maniera rapida e, appunto, digitale (anche grazie all’aiuto di InfoCamere) il piano socio-economico voluto dal Governatore De Luca, l’Italia resta ferma al palo.

Il Pnrr, la nuova consapevolezza generale dell’esigenza di innovare le reti infrastrutturali nostrane, la corsa alla semplificazione dei rapporti con imprese e cittadini e l’ausilio di società esperte nel settore però, potrebbero invertire, almeno nel medio-lungo periodo, la rotta. Temi e argomenti discussi col Dott. Francesco Florio Responsabile Pubblica Amministrazione centrale e locale di InfoCamere, la società delle Camere di Commercio italiane per l’innovazione digitale.

Dott. Florio l’emergenza Covid ha fornito un’occasione importante per accelerare il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e delle Imprese, quali sono state le difficoltà e quali invece le soluzioni trovate lungo questo percorso?

“La pandemia – afferma il Dott. Florio – ha fatto emergere le tante difficoltà connesse alla gestione delle attività a distanza, indispensabili nel periodo di lockdown forzato, come lo smart working o la DAD e di conseguenza anche la necessità di intervenire con progetti di digitalizzazione che permettessero a tutti l’accesso ai servizi.

Obiettivo primario di questo percorso è stato e continua ad essere la necessità di snellire i processi amministrativi e burocratici fra Pubblica Amministrazione, imprese e cittadini, per agevolare la comunicazione fra i soggetti e la fruizione dei servizi. InfoCamere da parte sua ha agito in quest’ottica, consentendo – tramite i propri servizi in-cloud – lo smart working per tutti i dipendenti camerali e mettendo a disposizione della PA servizi mirati per facilitare lo scambio di informazioni con le imprese. Ha inoltre progettato soluzioni ad hoc, come ad esempio il Cassetto Digitale dell’Imprenditore (impresa.italia.it), per consentire a tutti gli imprenditori italiani la piena disponibilità dei documenti ufficiali della propria azienda comodamente da casa propria, gratuitamente, con un semplice accesso telematico.

Credo che oggi le PA siano consapevoli che quella della semplificazione dei rapporti con imprese e cittadini, attraverso l’adozione del digitale, sia una strada obbligata e necessaria”.

Quale è stato il ruolo di InfoCamere nel corso del lockdown 2020 in relazione al piano socio-economico per il sostegno alle microimprese fortemente voluto dalla Regione Campania?

“InfoCamere da diversi anni svolge un ruolo importante nel supportare le PA nella semplificazione e digitalizzazione dei propri processi amministrativi, e sicuramente l’esperienza registrata in Campania è frutto di tutte le competenze maturate nel corso del tempo.

Nello specifico, a marzo 2020 la Regione Campania, aveva stanziato 140 milioni di euro e indetto un bando a sostegno delle imprese con almeno una localizzazione nel territorio di competenza, chiuse in base ai vari decreti ministeriali. InfoCamere ha realizzato per la Regione Campania una soluzione che ha consentito la massima automazione di tutte le fasi di verifica delle imprese partecipanti al bando, curando anche gli aspetti di colloquio con il Registro Nazionale degli Aiuti e fornendo consulenza alle strutture della Regione per supportarle in tutte le fasi del progetto.

Per dare contezza degli aiuti, la Regione Campania – grazie al supporto tecnologico di InfoCamere – è riuscita a gestire circa 80mila pratiche e ad effettuare i primi 10mila pagamenti in soli dieci giorni (comprese le festività di Pasqua e del 1° maggio). Sulla spinta di risultati così incoraggianti, la collaborazione con la Regione è proseguita anche nel 2021 in risposta alle nuove esigenze emerse dalla pandemia. L’esperienza maturata è diventata poi modello per progetti di piattaforme digitali sviluppati per altre regioni italiane.

Guardando oltre l’emergenza sanitaria di questo annus horribilis che tutti ci auguriamo di lasciarci presto alle spalle, in una prospettiva futura e nell’ottica del Pnrr, credo ed auspico che l’approccio d’ora in poi si concentrerà non solo e non tanto sugli incentivi – indubbiamente necessari e preziosi durante l’emergenza – quanto sulla realizzazione di progetti incentrati sull’innovazione tecnologica che possano avere effetti più a lungo termine e determinare un cambiamento reale”.

Quali le buone pratiche che quella esperienza si porta dietro, e come questa eredità può esser messa a frutto per il prossimo futuro? Anche, magari, in relazione alle risorse previste dal Pnrr.

“La gestione del piano della Regione Campania e dei servizi InfoCamere che ne sono scaturiti ha sottolineato l’importanza dei servizi integrati fra PA e Registro delle Imprese, e di come la condivisione dei dati possa essere funzionale e di successo.

Il supporto previsto dal Pnrr è un’occasione imperdibile per ‘stabilizzare’ e fare crescere i processi già avviati sul tema della semplificazione nell’accesso di imprese e cittadini ai servizi della PA, un supporto fondamentale per non vanificare gli investimenti finora effettuati e dare finalmente lo slancio di cui la PA ha bisogno sulla strada della digitalizzazione”.

Fonte: Indice di digitalizzazione dell’economia e della società 2020 – Report annuale della Commissione Europea

Il recente censimento del patrimonio ICT delle Pubbliche Amministrazioni (circolare Agid 1/2019) ha fornito una fotografia in termini infrastrutturali poco rassicurante. Sono molti, infatti, i data center che registrano carenze strutturali/organizzative. Alla luce di questi risultati, come si velocizza il piano di Digitalizzazione della PA? Quanto il Pnrr può aiutare in questo?

“Purtroppo, l’Italia è ancora molto in ritardo in termini di adozione digitale e innovazione tecnologica, come evidente anche nell’ultimo aggiornamento dell’indice DESI, in cui il nostro Paese si posiziona al 25° posto fra i 28 Stati membri dell’UE. Concorrono a questa situazione di arretramento fattori infrastrutturali fortemente limitanti, tra i quali ad esempio, un accesso parziale alle reti veloci del Paese, e non da ultimo lo stato strutturale dei data center ormai obsoleti e poco efficienti da lei citati. È anche su questi ambiti che il Pnrr si rivela necessario, a sostegno dell’innovazione dell’intero sistema produttivo italiano, migliorando la connettività e la velocità dei servizi sul territorio, garantendo costi sostenibili per tutti gli utenti.

Non bisogna però dimenticare che a mancare resta comunque una diffusa sensibilità digitale: è esemplificativa a riguardo una ricerca condotta da Unioncamere nel periodo antecedente alla pandemia sull’importanza del digitale per le Pmi, per cui il 40% degli imprenditori si dichiarava convinto che l’utilizzo di Internet fosse superfluo all’esercizio della propria attività.

Il passo decisivo per invertire la rotta e velocizzare il processo è quindi non solo di tipo infrastrutturale, attraverso investimenti in sistemi all’avanguardia e performanti, ma soprattutto culturale: è indispensabile far comprendere la necessità di razionalizzazione e digitalizzazione all’interno della Pubblica amministrazione e nello sviluppo dei servizi pubblici digitali, promuovendo l’adozione delle tecnologie digitali da parte delle imprese, e aumentando le competenze digitali di cittadini e lavoratori, così come la loro capacità di accesso agli strumenti disponibili”.

Dal 1° luglio 2019 InfoCamere è stata inserita nell’elenco dei CSP (Cloud Service Provider) qualificati da Agid, ovvero tra i fornitori dai quali le Pubbliche Amministrazioni possono acquisire servizi in Cloud, quale è stato e quale può essere il vostro contributo in termini di Know-how e innovazione?

IC Cloud è un servizio realizzato da InfoCamere che tra i suoi utilizzi annovera quello di permettere alla Pubblica Amministrazione la migrazione dei propri dati e applicativi in un ambiente più sicuro, all’avanguardia e integrato.

Le parole chiave di IC for Cloud sono affidabilità, flessibilità, scalabilità, sicurezza, prestazioni elevate, autonomia e possibilità di acquisire licenze.

Per fare un esempio, il primo dei servizi IC ad essere esposto tra quelli qualificati è IC for Cloud Virtual Data Center, un servizio di tipo infrastrutturale studiato per offrire al cliente la possibilità di creare e gestire in autonomia un proprio Virtual Data Center tramite l’acquisto di una quantità personalizzabile di risorse computazionali (vCPU, RAM), di rete (es. VLAN, IP pubblici, DNS, virtual firewall), spazio disco e servizi a corredo (es. backup, antivirus).

Questo primo passo consentirà di sviluppare e qualificare altri servizi, sia infrastrutturali (IaaS) che di piattaforma (PaaS) che di tipo applicativo (SaaS).

Inoltre, il possesso delle certificazioni ISO specifiche e legate ai servizi in Cloud quali l’ISO 27017 sicurezza in cloud e ISO 27018 privacy in cloud rappresentano delle ulteriori tutele e garanzie di qualità e sicurezza”.

Come detto, il vostro, è un data center all’avanguardia, quali sono le principali caratteristiche e i punti di forza, soprattutto in termini di sicurezza?

“Tutti i servizi della Server Farm di Padova sono erogati in architettura logica e fisica di alta affidabilità e continuità operativa. Il Data Center è protetto con architetture di Continuous Availability e Disaster Recovery. Circa 100mila controlli al giorno in un ambiente a forte automazione garantiscono 114 milioni di operazioni e ad ogni sito sono dedicate linee in fibra ottica Gigabit Ethernet ad alta affidabilità con doppio operatore.

Per quanto riguarda la sicurezza, sia fisica che logica dei siti, viene garantita da un presidio 24 ore su 24 con controlli perimetrali TVCC. Gli accessi sono controllati con lettori badge e dispositivi biometrici e oltre 5mila sensori eseguono i controlli dei parametri fisici: temperatura, umidità, anti-intrusione, anti-incendio, stato alimentazione-condizionamento.

Sempre nell’ambito delle certificazioni di cui può vantarsi InfoCamere, i Sistemi di protezione e conservazione dei dati sono conformi ai requisiti della Certificazione ISO/IEC 27001”.

Quali i vantaggi per la PA nell’adozione del principio “cloud first”? E quale ruolo può ritagliarsi InfoCamere in questo contesto?

“La trasformazione digitale dell’Italia – conclude – sta prendendo forma intorno a una Pubblica Amministrazione consapevole della necessità di dover superare i limiti della frammentazione, colmare i gap di competenze che ancora esistono al suo interno e premiare le spinte all’innovazione. Principi come mobile first, once only, digital by design ed ora cloud first sono ormai entrati nelle norme e nelle linee-guida che regolano i nuovi servizi realizzati dalle Pubbliche Amministrazioni. Lo sforzo di armonizzare la progettazione in queste logiche sta generando processi che trovano il loro punto di caduta in piattaforme abilitanti in grado di garantire ai cittadini e alle imprese i propri diritti digitali.

Inoltre, l’orientamento cloud first delle PA italiane porterà alla realizzazione di servizi più sicuri e integrati, fino alla possibile migrazione delle PA in un PSN (Polo strategico nazionale). A tal proposito, InfoCamere si è candidato come polo strategico nazionale e si presenta come un partner affidabile e sicuro per la migrazione verso il cloud della PA italiana, garantendo servizi aggiornati e sicuri e una maggiore efficienza nella gestione di soluzioni tecnologiche. Non da ultimo verrà garantita un’attenzione anche al tema della sostenibilità ambientale, molto caro ad InfoCamere ormai da anni. La dismissione degli attuali data center delle PA più vecchi e meno efficienti, infatti, porterà ad un miglioramento dell’efficienza energetica non trascurabile in un’ottica di innovazione più green e sostenibile”.

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