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La Scuola di Italia Domani, una sfida da non perdere

di Manuela Capezio

Il PNRR e le future generazioni: 32 miliardi di euro alla Missione 4 – “Istruzione e Ricerca” e un fitto piano di riforme per la riorganizzazione del sistema scolastico.

Questi anni, caratterizzati da una condizione mai immaginata prima e che nessuno di noi era pronto a fronteggiare, avranno il merito di rappresentare uno spartiacque al pari di quanto lo siano stati eventi storici di portata mondiale: dall’Italia di prima all’”Italia domani”, cioè il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) trasmesso dal governo italiano alla Commissione europea a maggio 2021. 

Il PNRR fonda su tre assi strategici la propria struttura: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale e su tre priorità trasversali: Donne, Giovani, Sud. È articolato in sei missioni, sviluppate su 16 Componenti o Linee di azione, funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali individuati. Le Componenti, a loro volta, si diramano in 47 Linee di intervento per progetti omogenei e coerenti di investimento.

La peculiarità che colpisce è che, per la prima volta, nel Programma straordinario di investimenti è previsto che per ogni Missione (da realizzare) siano indicati non solo gli Interventi (da implementare) ma anche le Riforme (da varare) a supporto dei progetti e delle azioni pianificate.

Figura 1 – MAPPA CON I SETTORI INTERESSATI DAL PNRR

Fonte: Elaborazione Openpolis su dati Presidenza del Consiglio dei Ministri

I mutamenti che caratterizzano il mondo post Covid-19 sono di enorme portata e impattano, a livello mondiale, su tutti gli ambiti della vita collettiva. In particolare, è alla scuola, alla formazione e alla ricerca che il PNRR dedica l’intera Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, con un investimento di circa 32 mld di euro pari a oltre il 16% di quelli totali. La missione è concentrata sulle generazioni future e intende supportare alcune tra le questioni strutturali più importanti per il rilancio della crescita del nostro paese: la produttività, l’inclusione sociale e la capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali.

Con il riconoscimento delle principali criticità del sistema di istruzione, formazione e ricerca nazionale, la Missione 4 individua gli assi portanti della trasformazione auspicata del sistema dell’educazione:

  • Miglioramento qualitativo e ampliamento quantitativo dei servizi di istruzione e formazione.
  • Miglioramento dei processi di reclutamento e di formazione degli insegnanti.
  • Ampliamento delle competenze e potenziamento delle infrastrutture scolastiche.
  • Riforma e ampliamento dei dottorati.
  • Rafforzamento della ricerca e diffusione di modelli innovativi per la ricerca di base e applicata condotta in sinergia tra università e imprese.
  • Sostegno ai processi di innovazione e trasferimento tecnologico.
  • Potenziamento delle condizioni di supporto alla ricerca e all’innovazione.

È evidente che il comparto dell’Istruzione venga strettamente collegato a quello della Ricerca prima e del Lavoro poi con un’articolazione proiettata a garantire le competenze e le capacità necessarie dei giovani e degli studenti intervenendo sui percorsi scolastici e universitari. Il diritto allo studio viene qualificato in uno con la necessità di accrescere la capacità delle famiglie di rafforzare l’acquisizione di competenze avanzate e prevede un incremento significativo delle risorse a sostegno dei sistemi di ricerca di base e applicata oltre che nuovi strumenti per il trasferimento tecnologico.

Il potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione, dagli asili nido all’Università (M4C1), intende sostenere il rafforzamento dell’offerta formativa, anche attraverso il miglioramento delle infrastrutture e degli strumenti tecnologici, e spinge sul miglioramento delle competenze del corpo docente. Dalla ricerca all’impresa (M4C2) mira a sostenere uno sviluppo produttivo e imprenditoriale fondato sulla conoscenza.

La sfida per la Scuola di domani è tutta nella componente M4C1 che individua quattro ambiti di intervento: Miglioramento qualitativo e ampliamento quantitativo dei servizi di istruzione e formazione, Miglioramento dei processi di reclutamento e di formazione degli insegnanti, Ampliamento delle competenze e potenziamento delle infrastrutture, Riforma e potenziamento dei dottorati.

Figura 2 – OBIETTIVI GENERALI DELLA COMPONENTE M4C1

Fonte: Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Sono ben 13, di cui 10 dedicati specificamente al mondo della scuola e dell’istruzione, gli interventi programmati per un totale di oltre 17 mld di euro, cioè oltre l’85% dello stanziamento dedicato alla componente. Si tratta di un investimento straordinario ed eccezionale che determina grandi opportunità ma anche fortissime responsabilità per i decisori politici, per la governance scolastica e tutte le strutture e gli operatori del settore dell’Educazione.

Figura 3 – GLI INVESTIMENTI DELLA COMPONENTE M4C1 PER LA SCUOLA E L’ISTRUZIONE

Fonte: Elaborazione portale https://italiadomani.gov.it/it/missioni-pnrr/istruzione-e-ricerca.html

In parallelo con gli interventi, il Piano indica una serie di riforme che hanno, tra l’altro, l’intento di favorire una ripartenza veloce e supportata dall’adeguamento di strumenti normativi che oggi lasciano spazio a lacune, ridondanze e lungaggini che rischiano di disallineare gli obiettivi e gli strumenti del Piano alle reali esigenze dell’intero comparto. E sono ben sessantatré riforme da attuare.

Il Piano distingue quattro diverse tipologie di riforme: orizzontali o di contesto (misure d’interesse generale), abilitanti (interventi funzionali a garantire l’attuazione del programma), settoriali (riferite a singole missioni o comunque ad ambiti specifici), concorrenti (non strettamente collegate con le fasi di attuazione ma comunque necessarie per la modernizzazione del paese). Sulla Misura M4 non è irrilevante sottolineare che i benefici apportati dal piano sono subordinati alla realizzazione di oltre il 15% delle riforme complessivamente previste.

Figura 4 – DETTAGLIO DEI SETTORI DI INTERVENTO DELLE RIFORME LEGATE AL PNRR

Fonte: Elaborazione su dati Portale https://italiadomani.gov.it/it/missioni-pnrr/istruzione-e-ricerca.html

Per il comparto Scuola complessivamente considerato, al netto degli interventi strettamente connessi all’Università, il Piano prevede l’attuazione di 6 riforme ovvero circa il 10% sul totale. Si va dalla riforma degli istituti tecnici e professionali alla riforma del sistema degli ITS e della formazione terziaria. Importantissima è la riforma del sistema di reclutamento dei docenti e quella per la costituzione della scuola di alta formazione e formazione obbligatoria per dirigenti scolastici, docenti e personale tecnico amministrativo. Non da meno quella per la riorganizzazione del sistema scolastico. Infine, non meno rilevante la riforma del sistema di orientamento. Non si tratta di una passeggiata riformatrice per il nostro paese ma dell’occasione di radicale trasformazione e reale cambiamento di un intero comparto al quale viene affidata gran parte della fiducia sul futuro e delle occasioni di crescita per le giovani generazioni. Il Piano, di suo, è caratterizzato da un elevato grado di complessità ma la reale sfida è coniugare, in un tempo congruo, il varo – e l’attuazione – delle diverse riforme rendendo fluida e produttiva la realizzazione degli investimenti e delle misure previsti.

Finalmente è chiaro il fatto che non sarà un “problema di risorse”. Abbiamo tra le mani un’occasione imperdibile e un piano/programma di “sostanza”. Le riforme ne saranno il nutrimento. È tutta qui la sfida.

 

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