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Lo Sviluppo Urbano nell’Agenda Urbana Europea, pilastri, obiettivi e prospettive

di Eliana De Leo

Mitigare le disuguaglianze, equa distribuzione delle risorse, tutela della biodiversità, gestione dell’overtourism. Obiettivi cogenti e ambiziosi aspettano le città europee, tante risorse e un Green Deal da raggiungere

Le città sono considerate al contempo causa e soluzione delle difficoltà di natura economica, ambientale e sociale di oggi. Le aree urbane d’Europa ospitano oltre due terzi della popolazione dell’UE, utilizzano circa l’80% delle risorse energetiche e generano fino all’85% del PIL europeo. Veri e propri motori dell’economia europea, queste aree fungono da catalizzatori per la creatività e l’innovazione in tutta l’Unione, ma sono anche i luoghi in cui vari problemi persistenti, quali ad esempio disoccupazione, segregazione e povertà, raggiungono i livelli più allarmanti. Le politiche urbane assumono in quest’ottica un’importanza transfrontaliera, ragion per cui lo sviluppo urbano riveste un ruolo di primo piano nella politica regionale dell’UE.

Questa la frase introduttiva del sito della Commissione Europea sulla tematica “Sviluppo Urbano”. Le città, luoghi capaci di commistioni culturali, slanci innovativi, progetti aggreganti e rivolti al futuro ma anche di grandi contraddizioni, difficoltà amministrative, attuative, finanziarie e sociali. Insomma, le Città, circa 359 milioni di persone, il 72% della popolazione totale dell’UE sono croce e delizia di tutte le amministrazioni lo sa la Commissione, lo sa ogni stato membro, lo sanno i governi locali.

Non esiste una definizione precisa e univoca di area urbana per cui, in genere, si fa riferimento a caratteristiche demografiche e alla disponibilità dei servizi. È infatti necessario che le aree urbane siano catalizzatori di processi di cambiamento per i territori circostanti e che abbiano la capacità di affrontare quelle sfide in ambito economico, sociale e ambientale che sono il presupposto per gli interventi dell’Agenda Urbana per l’Europa.

L’Agenda Urbana Europea. Con l’avvio del ciclo 2014-2020 la Commissione europea ha evidenziato la necessità di una vera e propria Agenda Urbana UE: un unico contenitore programmatico all’interno del quale ricondurre tutti gli interventi collegati a politiche urbane per lo sviluppo dei territori, favorendo processi di coesione territoriale. Come ribadito più volte dalla Commissione europea le città, rispetto ad altri territori, possono essere più efficienti sotto il profilo della gestione delle risorse ma soprattutto sono essenziali per realizzare un modello di crescita inclusiva e sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale. La spinta delle istituzioni europee verso una maggiore centralità della dimensione urbana è culminata, nell’ormai lontano 2016, con una riunione ministeriale informale tenutasi ad Amsterdam. In quella sede è stato approvato il Patto di Amsterdam: l’atto che istituisce l’Agenda Urbana per l’UE e ne fissa i principi fondamentali.

Creando partenariati tra la Commissione, le organizzazioni dell’UE, i governi nazionali, le autorità locali e le parti interessate, come ad esempio le organizzazioni non governative, l’Agenda Urbana affronta i problemi delle città creando piani d’azione per:

  • adottare leggi più efficaci – Better regulation;
  • migliorare i programmi di finanziamento – Better funding;
  • condividere le conoscenze (dati, studi, buone pratiche) – Better knowledge.

Il pilastro “migliore regolamentazione” si occupa di allineare le priorità dell’Agenda Urbana con il panorama normativo dell’UE, al fine di garantire azioni efficaci e tempestive a livello sia nazionale che sopranazionale; il pilastro “migliori finanziamenti”, invece, garantisce alle autorità urbane un più ampio accesso, una semplificazione, una gestione ed un corretto utilizzo dei diversi strumenti di finanziamento; il pilastro “migliore conoscenza“, infine, facilita lo scambio di conoscenze ed esperienze tra i partner dei partenariati per realizzare politiche urbane efficaci, sensibilizzando i responsabili politici sulle sfide che le autorità cittadine devono affrontare.

Tre pilastri su cui si poggiano 12 priorità:

  • qualità dell’aria
  • economia circolare
  • adattamento ai cambiamenti climatici
  • transizione digitale
  • transizione energetica
  • edilizia
  • inclusione dei migranti e dei rifugiati
  • appalti pubblici innovativi e responsabili
  • posti di lavoro e competenze nell’economia locale
  • uso sostenibile del territorio e soluzioni fondate sulla natura
  • mobilità urbana
  • povertà urbana

Nella fase di programmazione 2014-2020 è stato stabilito che almeno il 50% delle risorse del FESR sarebbe stato investito in aree urbane e lo stanziamento poteva essere incrementato. Un budget iniziale di circa 10 miliardi di euro provenienti dal FESR venne assegnato, quindi, direttamente alle strategie integrate per lo sviluppo sostenibile dell’ambiente urbano.

Ma, a seguito di una pandemia che ha sconvolto qualsiasi assetto ed ha riacceso l’attenzione generale sui temi legati al Grean Deal, che cosa è cambiato? L’Agenda Urbana è rimasta la stessa?

L’Accordo di Lubiana. Di fronte alle nuove sfide globali i ministri dell’UE responsabili per le questioni urbane, il 26 novembre 2021, hanno adottato l’Accordo di Lubiana e il relativo Programma di lavoro pluriennale dando il via ad una nuova fase di sviluppo dell’Agenda Urbana Europea, confermando l’assetto del Patto di Amsterdam, richiamandone coerenza e coesione tra le precedenti e attuali forme di cooperazione; il Programma di lavoro pluriennale si propone di illustrare i parametri operativi, il metodo di lavoro e le fasi di attuazione dell’Accordo, supportando il lavoro degli organi nazionali ed europei nell’avvio e implementazione degli interventi per il periodo 2022-2026.

Inoltre, alle precedenti priorità si aggiungono:

  • Cities of Equality (mitigare le disuguaglianze)
  • Food (creare sistemi di produzione, consumo e distribuzione equi e sostenibili);
  • Greening Cities (contro il cambiamento climatico e per la tutela della biodiversità);
  • Sustainable Tourism (gestire il fenomeno dell’overtourism).

I temi prioritari verranno rivisti nel 2023, collegandoli alla nuova Carta di Lipsia, alle priorità politiche dell’UE, al lavoro dei precedenti partenariati, alle varie agende globali e alle altre tendenze di intervento urbano emergenti.

Grazie all’approvazione del Piano di Lavoro pluriennale si è dunque dotata l’Agenda di uno strumento operativo indispensabile. L’Agenda Urbana, infatti, rappresenta un esempio virtuoso di governance multilivello, che ha permesso e permetterà alle città di affrontare direttamente sul campo le sfide odierne e di proporre azioni congiunte di miglioramento della regolamentazione, del finanziamento e dello scambio di conoscenze attraverso lo strumento attuativo per eccellenza del partenariato.

L’Accordo di Lubiana, insieme al Programma di lavoro pluriennale, va a delineare un piano coerente di Sviluppo Urbano Sostenibile, che porta, quindi, Enti Locali, Città, Stati, Regioni, organizzazioni nazionali, europee ed internazionali a dialogare e ricercare soluzioni condivise.

Le Iniziative dedicate alle Città: URBACT e UIA. Sono molte le fonti di finanziamento per progetti innovativi che l’Unione Europea mette a disposizione delle Aree urbane, basti pensare che, anche in Iniziative della Commissione come Horizon e Life sono presenti call for proposal aperte a partenariati che includono le Città. Più nel dettaglio, però, ci sono due azioni del periodo di programmazione 14/20 che hanno visto un coinvolgimento diretto delle Città. Si tratta di URBACT ed UIA (Urban Innovative Actions).

URBACT – Da oltre 15 anni, il programma URBACT è il programma di cooperazione territoriale europea volto a promuovere lo sviluppo urbano integrato e sostenibile nelle città di tutta Europa. È uno strumento della politica di coesione, cofinanziato dal FESR, dai 28 Stati membri, dalla Norvegia e dalla Svizzera. La missione di URBACT è consentire alle città di lavorare insieme e sviluppare soluzioni integrate alle sfide urbane comuni, collegandosi in rete, imparando dalle reciproche esperienze, traendo insegnamenti e identificando buone pratiche per migliorare le politiche urbane. Con oltre 50 città coinvolte in URBACT III ed oltre 1000 attori locali coinvolti negli URBACT Local Group, URBACT guarda al futuro, sarà ad Ottobre 2022, infatti, il lancio del primo banco URBACT IV.

UIA – è un’iniziativa dell’Unione Europea che fornisce alle aree urbane di tutta Europa risorse per testare soluzioni innovative per affrontare le sfide urbane. Sebbene la ricerca sulle questioni urbane sia molto ben sviluppata, le potenziali soluzioni non vengono sempre messe in pratica perché le autorità urbane sono riluttanti a usare fondi comunali per testare idee nuove, non precedentemente provate e quindi rischiose. Urban Innovative Actions offre alle autorità urbane la possibilità di assumersi un rischio e sperimentare le soluzioni più innovative e creative. L’Iniziativa dispone di un bilancio FESR totale di 372 milioni di EUR per il periodo 2014-2020 e solo in Italia ha finanziato 14 progetti.

L’Agenda Urbana, l’Italia e la Nuova Programmazione. L’Italia ha il maggior numero di città coinvolte nell’Agenda Urbana dell’UE, la cui prossima call for partners si apre il 16 settembre alle 18.00. L’Agenzia Italiana per la coesione territoriale collabora con città grandi e piccole per attuare congiuntamente le iniziative legate all’Agenda. L’agenzia sostiene l’applicazione di strategie di città intelligenti negli agglomerati metropolitani principalmente attraverso il Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane (PON METRO). Soluzioni intelligenti implementato nelle aree urbane più grandi e le esperienze delle città più piccole tramite programmi regionali e all’interno dell’Agenda urbana per l’UE, si sostengono a vicenda.

All’interno di PON METRO una Segreteria Tecnica coordina una rete nazionale di città di ogni dimensione, diversi ministeri e agenzie nazionali. Questa rete mira a combinare esperienze di apprendimento attraverso vari piani e programmi in Italia.

La programmazione 2021-2027 prevede una più esplicita integrazione delle politiche di coesione.  Per l’Italia, la Commissione ha riconosciuto il rilievo delle differenti situazioni territoriali e ha incoraggiato a perseguire strategie territoriali in tutti gli obiettivi di policy per tutte le tipologie di territori secondo le diverse necessità e opportunità.

L’obiettivo di Policy (OP)5 “Un’Europa più vicina ai cittadini” ha tra gli obiettivi “promuovere lo sviluppo locale integrato” tra aree urbane ed altri territori, diversi per le dimensioni sociale, economica e ambientale, portando particolare attenzione sulle tematiche del patrimonio culturale, del turismo e della sicurezza.

Per approfondimenti sul PON Metro e sulla Programmazione 21/27 si rimanda agli articoli presenti su questo numero di Poliorama.

Nuove sfide e prospettive, dunque, per le Città italiane ed Europee, fondi da intercettare per colmare gap e andare incontro ad esigenze che si fanno di anno in anno sempre più cogenti e immediate. Nel report di aggiornamento dell’Agenda pubblicato nel 2021 dalla Commissione un breve paragrafo è dedicato proprio a “L’entusiasmo delle città italiane” ma sappiamo tutti che solo con l’entusiasmo la strada è breve. C’è bisogno di condivisione, di strutture e competenze, di politiche di coesione e finanziarie serie. Le Città sono pronte, viene da chiedersi se la politica nazionale lo sia altrettanto.

Per approfondimenti:

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