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Il nuovo ReGiS: la piattaforma unica per la gestione dei progetti

di Maria Laura Esposito

Uno strumento innovativo, interoperabile e semplificato a disposizione delle amministrazioni centrali e territoriali

Il paradigma metodologico di attuazione del PNRR – fondato, come noto, sul concetto di raggiungimento di M&T quantitative prefissate – e il suo carattere “straordinario” e fortemente addizionale rispetto alle ordinarie politiche di investimento che beneficiano di risorse nazionali od Europee, impongono un supplemento di attenzione nella capacità di ben articolare i settori di intervento, evitando duplicazioni e sovrapposizioni e, allo stesso tempo, massimizzando sinergie e complementarità. In questo senso, l’efficace e tempestiva attuazione del PNRR passa, quindi, anche attraverso l’utilizzo – da parte delle Amministrazioni (centrali e/o territoriali) titolari della realizzazione degli investimenti, di un Sistema di gestione e controllo in grado di assicurare il corretto utilizzo delle risorse finanziarie assegnate e un soddisfacente monitoraggio al fine di sorvegliare il raggiungimento degli obiettivi entro le scadenze fissate nella decisione di approvazione del Piano da parte dell’Unione europea. La Ragioneria Generale dello Stato, in questo contesto, ha scelto di dare impulso alla piattaforma ReGiS, che eroga i propri servizi attraverso il Portale Area RGS.

ReGiS è la piattaforma unica attraverso cui le Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, gli Enti Locali ed i soggetti attuatori possono tra l’altro: gestire i progetti e le loro informazioni anagrafiche, validare i dati di monitoraggio, implementare gli indicatori e i relativi obiettivi di performance, attivare le procedure per selezionare i progetti, rendicontare le spese sostenute, registrare in un unico spazio i risultati ottenuti dalle attività di verifica e controllo, gestire gli esiti delle attività di audit di sistema e degli audit sulle operazioni.

La piattaforma risponde all’esigenza di standardizzare dei processi informatici, nonché alla necessità di farli convergere in spazi altamente funzionali (e interoperabili) allo svolgimento delle operazioni. Hanno infatti “accesso operativo” al sistema ReGiS le unità di missione presso le Amministrazioni titolari, gli uffici e le strutture coinvolte nell’attuazione e i soggetti attuatori. Inoltre, potranno avere accesso, in modalità consultazione, anche tutti gli altri attori istituzionali coinvolti.

Il sistema è articolato in tre sezioni:

  1. Misure (investimenti o riforme): in questa sezione le Amministrazioni centrali registrano le informazioni a livello di programmazione e a livello di attuazione procedurale (bandi, decreti, convenzioni), fisica (avanzamento materiale della misura) e finanziaria (trasferimenti effettuati e spesa sostenuta).
  2. Milestone e Target: vengono registrati i dati relativi agli obiettivi previsti per le misure di competenza delle Amministrazioni centrali, a livello di pianificazione e di attuazione.
  3. Progetti: i Soggetti attuatori registrano tutte le informazioni sui progetti di rispettiva competenza e in particolare con i dati riguardanti l’esecuzione procedurale, la realizzazione fisica e l’esecuzione finanziaria.

Uno degli elementi innovativi della piattaforma è certamente data dalla possibilità/obbligo di utilizzarla per la rendicontazione ed erogazione delle risorse messe a disposizione. In questo contesto, anche la richiesta di erogazione dell’anticipo (fino al 30%) sarà gestita attraverso la piattaforma, infatti, come stabilito dal Decreto Ministeriale del MEF 11 ottobre 2021, recante le modalità di erogazione delle risorse in favore dei nuovi progetti del PNRR, le anticipazioni sono concesse se il progetto è censito nel sistema ReGiS senza la necessità che sul sistema siano caricati giustificativi di spesa.

Ma il progetto, se possibile è ancora più ambizioso: ReGiS vuole diventare la piattaforma unica attraverso cui le pubbliche amministrazioni “dialogano sui progetti” a prescindere dalla fonte di finanziamento. ReGiS è di fatto uno strumento agile che, una volta sviluppati i protocolli di colloqui con i diversi sistemi informativi delle diverse amministrazioni coinvolte consentirà la piena integrazione con Sistemi e Banche dati esterni e l’interoperabilità con sistemi locali delle amministrazioni. Uno strumento quindi innovativo, attraverso cui le Amministrazioni centrali e territoriali possono condividere un unico spazio interoperabile in cui sarà possibile implementare tutte le operazioni necessarie a tracciare la vita dei progetti e tutte le informazioni utili a registrare gli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo delle misure e dei progetti finanziati a valere sia sul PNRR che sui fondi di coesione e contemporaneamente consentire a tutti i soggetti abilitati di utilizzare il sistema anche per verificare l’eventuale duplicazione del progetto su diverse fonti di finanziamento.

In questo senso, la Regione Campania è al lavoro per predisporre e articolare meccanismi di governance tali da assicurare “certezza” negli ambiti di coordinamento tra le Autorità di Gestione dei programmi regionali FESR ed FSE+ e gli Uffici preposti all’attuazione degli investimenti a valere sul PNRR/PNC. A livello organizzativo è, anzitutto, stato istituito un gruppo di coordinamento che prevede il coinvolgimento attivo di tutti gli Uffici regionali implicati nell’attuazione degli investimenti. Rispetto alle esigenze di monitoraggio l’Ufficio Speciale per la Crescita e la Transizione Digitale sta implementando modalità di interoperabilità del sistema ReGiS con i sistemi regionali per il monitoraggio degli investimenti, anche sulla base di quanto segnalato o proposto dall’Ufficio Speciale “Grandi Opere – PNRR”, al fine della verifica di eventuali duplicazioni e/o sovrapposizioni di finanziamenti degli interventi PNRR con fonti di finanziamento afferenti alla Politica di Coesione regionale.

Il progetto di un sistema informativo unico interviene certamente a supporto dell’aumento della capacità amministrativa dei soggetti coinvolti nella programmazione e gestione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e in prospettiva dei fondi di coesione ed è proprio in questo contesto che le sfide ambiziose sottese alla scelta di unificare e centralizzare il sistema di monitoraggio dovranno fare i conti con una fase di coinvolgimento dei beneficiari/soggetti attuatori che andrà curata a livello territoriale attraverso azioni di informazione e formazione puntuale.

Quando si lavora alla costruzione di un sistema informativo, tanto più se si punta alla costruzione di una piattaforma unica che risponda all’esigenza di standardizzare processi complessi (gestione della documentazione amministrativa e finanziaria dei progetti) il rischio di incorrere nel principio “Garbage in, Garbage out” letteralmente “spazzatura dentro, spazzatura fuori” è elevatissimo. Pertanto, è e sarà prioritario richiamare l’attenzione sul fatto che i sistemi informativi, per restituire dati attendibili utili alla produzione di analisi efficaci, vanno curati, anzitutto, nella parte di “entrata” del dato perché, laddove si inseriscono dati insensati, non puliti – “garbage in” – i risultati risulteranno altrettanto insensati – “garbage out”, pregiudicando ogni possibile analisi quali-quantitativa dell’efficacia e degli obiettivi conseguiti.

Pertanto, diventa imprescindibile la formazione degli operatori che dovranno materialmente utilizzare la piattaforma e popolarla di dati – e non è un caso che, nell’ambito del Programma Nazionale Capacità per la Coesione, la Regione Campania abbia scelto di prevedere un’azione di rafforzamento della capacità amministrativa, proprio destinata al miglioramento della “qualità del dato”. Si tratta di un passaggio delicato, ma fondamentale, per raggiungere i risultati e gli obiettivi fissati, un elemento che, ancora oggi, non sembra essere affrontato in maniera compiuta.

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