Rubriche Culture digitali Maturità digitale, conoscerla, primo passo per una PA 4.0

Maturità digitale, conoscerla, primo passo per una PA 4.0

Si sente sempre più spesso parlare di Digital Transformation e Industria 4.0, ed è innanzitutto fondamentale comprendere come tali espressioni siano nate per rappresentare il cambiamento che le tecnologie e la cultura digitali stanno portando nel modo di pensare e operare per migliorare l’esperienza di ognuno. La trasformazione della cultura, dei processi, dei modelli di business e delle tecnologie (Digital Transformation) e quella volta all’automazione industriale, al fine di integrare nuove soluzioni produttive e di maggiore qualità anche degli impianti (Industria 4.0), stanno migliorando incrementalmente e quotidianamente le condizioni di lavoro e di utilizzo di strumenti e tecnologie, rispondendo alle aspettative crescenti degli utenti, anch’essi sempre più digitali (Digital Citizenship).

Uno tra i settori in cui l’innovazione digitale sta diventando sempre più prioritaria e imprescindibile è sicuramente il settore pubblico. Tra le Amministrazioni Pubbliche, ancora più cruciale è il ruolo esercitato dai Comuni che, considerata la funzione di prossimità che svolgono nei confronti dei cittadini, rappresentano il terminale della filiera istituzionale impegnata nell’erogazione dei servizi e, per tali ragioni, non possono che essere gli attori protagonisti di un tale processo evolutivo.

In tale contesto, come primo passo, diventa dunque fondamentale per ciascuna Amministrazione analizzare il proprio livello di maturità digitale, in modo da acquisire la consapevolezza necessaria all’identificazione degli ambiti prioritari di investimento in tale campo.

Non è un caso che nel corso dell’ultimo anno, a livello nazionale, siano state intraprese molteplici iniziative volte a determinare lo stato dell’arte delle Amministrazioni Locali in tema di digitalizzazione, in particolare dei servizi pubblici offerti. Tra le ricerche è opportuno citare quella dell’Osservatorio Agenda Digitale della School of Management del Politecnico di Milano dalla quale emergono dati che mostrano, in sintesi, un Paese a due velocità: da una parte i Comuni di medie e grandi dimensioni, capaci di intraprendere tale processo di digitalizzazione dei servizi; dall’altra i Comuni di piccole dimensioni e per lo più situati al Sud e nelle isole, che non sono affatto digitalizzati o stanno ancora muovendo i primi passi in tal senso.

Proprio nell’ottica di supportare le Amministrazioni comunali campane in tale processo nasce il progetto di digital assessment dei Comuni della Regione Campania che vede IFEL Campania in primo piano, coinvolta al fianco della Regione e di Anci Campania, a testimonianza dell’elevato valore strategico che assume tale iniziativa.

La rilevazione è volta a rilevare le esigenze delle Amministrazioni Locali e ad indirizzare le linee strategiche e le politiche di investimento da attuare sui Comuni del territorio regionale, attraverso le quali IFEL, Anci e la Regione potranno identificare gli ambiti prioritari di intervento, anche al fine di mettere in atto possibili forme di aggregazione dei fabbisogni e disegnare scenari di evoluzione coerenti con le indicazioni nazionali in tema di digitalizzazione dei servizi e con le potenzialità delle più moderne tecnologie (ad es. linee guida AgID ed in particolare il Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2019-2021).

In tal senso, è da considerare la partnership tra IFEL e KPMG – Nolan Norton Italia, società di Management Consulting e IT Strategy del network internazionale KPMG, che contribuirà alla realizzazione dell’iniziativa attraverso il proprio supporto specialistico e l’esperienza maturata presso Amministrazioni Pubbliche Centrali e Locali sul tema della Digital Trasformation.

Considerando dunque l’elevata rilevanza strategica che il progetto assume in ottica di miglioramento del rapporto con cittadini e imprese, e in generale per la semplificazione amministrativa e il contenimento della spesa pubblica, si è voluto procedere con l’avvio delle attività della prima fase, durante la quale, oltre alla definizione dell’approccio metodologico, sono stati individuati due diversi raggruppamenti (cluster) in cui sono stati suddivisi i 550 Comuni della Regione Campania.

Figura 1 – Comuni Cluster

Tale classificazione, effettuata in base a criteri di rilevanza geo-politica e istituzionale, ha consentito di individuare 12 Amministrazioni appartenenti al cluster 1, a cui se ne è aggiunta una tredicesima selezionata come rappresentanza di un Comune con vastità territoriale e popolazione ridotte.

 

 

 

Il contributo e l’esperienza riportata da tali soggetti sarà senza dubbio fondamentale per garantire la buona riuscita del progetto e comprendere quali siano gli aspetti più critici e che necessitano un focus prioritario di intervento.

Non meno indicativi e, sicuramente indispensabili per avere un quadro completo sulla maturità digitale di tutte le Amministrazioni coinvolte, saranno poi i risultati del questionario di autovalutazione con il quale i restanti Comuni appartenenti al cluster 2 potranno comprendere il loro grado di digitalizzazione, con riferimento a diversi macro-ambiti di analisi.

Figura 2 – Modello C3 (Nolan Norton Italia, KPMG)

Sono infatti oggetto di indagine, non solo i servizi digitali messi a disposizione dai Comuni, ma anche il parco applicativo in uso, l’infrastruttura e la sicurezza informatica, oltre che per ultima, non per importanza, la digital awareness delle Amministrazioni comunali. Per la rilevazione di quest’ultima, in particolare, vengono utilizzate metodologie e strumenti consolidati e utilizzati presso altre Amministrazioni, come, ad esempio, il modello C3 che permette di analizzare le competenze digitali trasversali e specialistiche, la consapevolezza e la cultura digitali dei Comuni.

È proprio in tema di competenze e formazione digitale, infatti, che deve necessariamente iniziare a registrarsi un chiaro cambio di rotta, consapevoli che uno sviluppo della cultura digitale possa fungere da volano di nuove opportunità di lavoro e in generale della crescita economica in ambito locale.

Scopo ultimo dell’indagine è infine quello di fornire informazioni utili per indirizzare la “spesa digitale” dei Comuni, sia con riferimento ai programmi approvati per l’accesso ai Fondi della coesione per il periodo 2014-2020, sia per supportare la definizione di coerenti itinerari di evoluzione digitale da cui trarre indicazioni per una più consapevole costruzione dei contenuti programmatici delle politiche di coesione per l’Agenda 2021-2027.

Per quanto riguarda i Programmi Operativi Nazionali (PON) e Programmi Operativi Regionali (POR) 2014-2020, dai dati disponibili pubblicamente, emerge infatti che esistono, ad esempio, ancora consistenti risorse non impegnate per l’attuazione dell’Agenda Digitale; è quindi rilevante fare squadra e completare quanto prima il digital assessment promosso e coordinato da IFEL Campania, in modo tale da poter cogliere a pieno tutte le opportunità a disposizione e cavalcare l’onda della trasformazione digitale per rilanciare lo sviluppo economico regionale e nazionale tanto auspicato.

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