di Lucia Serino
Integrazione sociale, abbattimento delle diversità, accordi operativi: l’impegno del Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Regione Campania

Potremmo raccontarlo con una delle più celebri canzoni di Jovanotti, “Io penso positivo, perché son vivo, perché son vivo”. Quello che colpisce di Giovanni Galano, medico, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Campania, è proprio il suo pensare positivo. Un modo di essere, con sé stesso e con gli altri, che nasce anche dalla sua personalissima storia di bambino riportato alla vita dopo una intossicazione da farmaci che l’aveva lasciato nel buio del coma. San Giovanni a Teduccio, una cinquantina di anni fa. Partito da lì, da un quartiere, uno dei tanti del Napoletano dove o ti contamini, o ti salvi e stai a guardare, o ti salvi e dai una mano. È stata quest’ultima opzione che ha intrapreso Galano, giovanissimo, presto avvicinatosi al mondo dell’associazionismo e del volontariato, ma anche al mondo della ricerca scientifica e biomolecolare. Ne farà una professione e un metodo di lavoro e di cura per gli altri che oggi mette a disposizione del suo ufficio, dove si è insediato, col 73% dei consensi, nell’autunno del 2023.
Migranti, rom, adozioni, squilibri alimentari e stili di vita, uso corretto dei farmaci in età pediatrica, dispersione scolastica, inclusione delle diversità, maltrattamenti, disagi familiari: un anno e mezzo denso. “Io non amo molto la comunicazione, preferisco fare – si schermisce Galano con l’inconfondibile accetto napoletano che ti mette subito a tuo agio – e non sono neppure tanto propenso ai protocolli d’intesa. Preferisco protocolli operativi”. Che ha fatto, e pure molti, con magistrati, forze di polizia, psicologi, assistenti sociali, enti del terzo settore, sindaci, prefetti, uffici scolastici, assessorati specifici a vario livello. “Occuparsi dei ragazzi richiede competenze plurime, ma è importante che ognuno sappia cosa deve fare. In ogni caso quello che tengo a sottolineare, poiché è uno degli aspetti di cui spesso si parla, l’infanzia napoletana non è una condizione patologica specifica. Non voglio negare la realtà, certo, che ci dice che il baby criminale qui gode di consenso familiare e sociale. Bisogna allora fare uno sforzo maggiore per parlare con i ragazzi. Io dico che più che parlare “dei” ragazzi, bisogna parlare “con” i ragazzi”.
Galano ha lavorato molto, in questo anno e mezzo, sull’accoglienza dei minori migranti non accompagnati, ad esempio, un fenomeno in crescita costante per le questioni geopolitiche internazionali. In Campania al 1° gennaio 2024 si registrano 263.680 cittadini stranieri residenti, 32.862 alunni di cittadinanza non italiana nell’anno scolastico 2022/2023 con un incremento del 3,6 per cento rispetto all’anno scolastico precedente. “C’è un problema preliminare di ascolto, circa il 50 per cento dei giovani stranieri dichiara di aver subito episodi offensivi, una percentuale superiore a quella dei coetanei italiani. E c’è poi il problema molto serio dell’affido delle bambine”. Molte scompaiono, una volta arrivate nei centri di accoglienza. Che fine fanno? Dove vanno, a chi sono affidate?
Minori migranti ma anche gli orfani speciali, quelli che assistono a violenze familiari o ne subiscono a loro volta, i minori fuori famiglia, quelli affidati e quelli adottati. Di recente, proprio sulle adozioni internazionali, Galano ha ospitato l’autorità centrale del governo vietnamita e del governo italiano. E poi ci sono i disagi sociali che il garante ha affrontato sin da quando avviò uno dei primi esperimenti di scuola aperta d’estate, nella sua città, un laboratorio presto replicato nella città di Napoli. E l’inclusione “che bisogna attuare con azioni concrete”, dice. Come quando ha affiancato, in una gara di motonautica, concorrenti speciali con sportivi in gara. “Io sono una persona semplice”, dice, “ritengo che la vita debba essere affrontata con positività, una ne abbiamo e dobbiamo spenderla senza gabbie mentali. Prendersi cura dei problemi degli altri è un modo per trasmettere fiducia nella vita e non avere paura di quello che ci appare insormontabile. Ora mi sto occupando anche delle ecoansie dei ragazzi, un problema serio. E dell’abuso delle connessioni digitali, su questo ho chiesto il supporto anche ad IFEL Campania”.

“Dobbiamo fare in modo – conclude – che tutti i bambini abbiano le stesse opportunità di partenza, intervenendo sugli squilibri. Pensiamo all’educazione scolastica dei bimbi rom. Siamo davanti più che alla dispersione alla elusione scolastica. Io non legifero e non amministro ma posso fare in modo che i ragazzi leggano un libro in più”. La citazione non è casuale, perché al momento della sua nomina, 35 voti, Galano disse: “Chi mi conosce sa della mia estrazione sociale, rispetto agli altri ragazzi della periferia di Napoli io potevo leggere un libro in più – ha sottolineato – questa è la forza che dobbiamo dare a tutti i nostri giovani mettendoli in condizione di poter leggere un libro in più”.


