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Stati generali dell’Ambiente 2025 a Napoli: un futuro green per il Mediterraneo

di Lucia Serino

Lo scorso maggio, Napoli ha ospitato gli Stati Generali dell’Ambiente, un evento cruciale per discutere le sfide e le opportunità legate alla sostenibilità ecologica, alla transizione energetica e al futuro del Mediterraneo. In un contesto di crescente consapevolezza ambientale, l’incontro ha avuto un focus particolare sul Green Med, un’iniziativa ambiziosa per promuovere un modello di sviluppo sostenibile nella regione mediterranea.

Il Green Med: una visione per il futuro. Il Green Med si propone di affrontare le sfide ambientali condivise dalle nazioni che si affacciano sul Mediterraneo, una delle aree più vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici. Con il riscaldamento globale che minaccia le risorse naturali, la biodiversità e la stabilità economica, il Green Med cerca di catalizzare una collaborazione regionale per attuare politiche ambientali integrate e innovative. Il progetto coinvolge governi, imprese e società civile per creare una rete di azioni concrete in grado di promuovere un futuro più verde e resiliente.

Durante gli Stati Generali, il Green Med è stato al centro di numerosi interventi, con esperti e rappresentanti istituzionali che hanno discusso come migliorare la gestione delle risorse naturali, promuovere l’energia rinnovabile, la mobilità sostenibile e la protezione della biodiversità marittima e terrestre.

Le dichiarazioni di Vincenzo De Luca. Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania ha aperto i lavori degli Stati Generali con un intervento che ha sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale per la realizzazione degli obiettivi del Green Med. De Luca ha evidenziato come Napoli, grazie alla sua posizione strategica nel cuore del Mediterraneo, rappresenti un punto di riferimento per l’intero bacino. Il suo discorso ha posto l’accento sull’urgenza di agire contro il cambiamento climatico, ma anche sulla necessità di un approccio integrato che coinvolga la Campania e tutta l’area meridionale dell’Italia.

De Luca ha inoltre ribadito l’impegno della Regione Campania nella transizione ecologica, attraverso progetti di energia rinnovabile e di protezione del territorio. Secondo De Luca, la Campania è pronta a diventare un “laboratorio” di innovazione green, con l’obiettivo di ridurre la sua impronta ecologica e diventare un esempio per altre regioni mediterranee.

Fulvio Bonavitacola: l’approccio pratico alla transizione. Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Regione Campania con delega all’Ambiente, ha approfondito il tema delle politiche ambientali regionali, concentrandosi sulle iniziative concrete in corso. Bonavitacola ha illustrato l’importanza di un’azione coordinata tra i vari livelli di governo per supportare la transizione ecologica e la creazione di una rete di città intelligenti e sostenibili. Durante il suo intervento, ha fatto riferimento a progetti innovativi, come il potenziamento della mobilità elettrica, la creazione di parchi eolici e fotovoltaici in territori rurali, e l’impulso alla mobilità sostenibile nelle aree urbane.

Inoltre, Bonavitacola ha parlato delle alleanze strategiche che la Campania sta costruendo con altre regioni mediterranee, con un focus particolare sul rafforzamento delle infrastrutture verdi. La collaborazione con il settore privato è stata al centro del suo discorso, con l’auspicio che le imprese investano in soluzioni green, rendendo così la transizione ecologica una leva di crescita economica sostenibile.

Bonavitacola ha anche evidenziato la centralità della formazione e della sensibilizzazione per coinvolgere i cittadini nella protezione dell’ambiente. Ha fatto riferimento a numerose iniziative educative che stanno facendo scuola nella regione, dalla promozione del riciclo alla tutela delle aree naturali.

Il futuro del Mediterraneo: collaborazione e sostenibilità. Gli Stati Generali dell’Ambiente hanno anche rappresentato un’occasione per ribadire l’importanza della collaborazione internazionale. Come ha sottolineato Vincenzo De Luca, il Green Med non è solo un progetto per l’Italia, ma per tutta la regione. La sfida del cambiamento climatico non può essere affrontata senza un impegno comune, che coinvolga non solo i paesi del Sud Europa, ma anche quelli del Nord Africa e del Medio Oriente.

De Luca ha proposto di lavorare su un piano di sviluppo comune che consideri le specificità ecologiche e socioeconomiche di ciascun paese, ma che al contempo integri politiche di gestione ambientale efficaci e condivise. Secondo De Luca, Napoli può essere la “capitale” della transizione mediterranea, grazie alla sua posizione strategica e al suo impegno crescente verso una economia verde.

Bonavitacola, da parte sua, ha posto l’accento sull’importanza di una governance multilivello, che permetta di coordinare le politiche ambientali a livello regionale, nazionale ed europeo. Ha inoltre sottolineato che il Mediterraneo è una regione con grandi potenzialità per quanto riguarda le energie rinnovabili, grazie alla sua esposizione al sole e al vento. Investire in queste risorse naturali è fondamentale per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e per promuovere una crescita economica sostenibile.

La partecipazione di IFEL Campania agli Stati generali dell’Ambiente. Nel corso dell’intervento Voto ha comunicato i dati aggiornati dell’avanzamento del progetto di facilitazione digitale (cittadini facilitati proprio mentre nel primo padiglione degli espositori del Green Med i facilitatori digitali selezionati da IFEL Campania erano al lavoro per promuovere il progetto e rispondere alle richieste di assistenza dei molti che sono transitati dallo stand). Nel secondo panel al quale ha partecipato il dg Voto si è parlato di comunicazione responsabile (al panel hanno preso parte Mara de Donato, responsabile comunicazione Gori, Antonio Garofano, Csr specialist Officine sostenibili, Sergio Vazzoler, co founder e direttore  relazioni istituzionali di Amapola, Maria Cristina Santoro, responsabile relazioni esterne Intramedia) in riferimento all’abuso che della parola sostenibilità si fa nell’ambito della comunicazione, in particolare di quella istituzionale. “Oggi – ha spiegato – Voto – abbiamo a disposizione uno strumento fondamentale che risponde al dovere di accountability della PA, cioè il bilancio di sostenibilità. La trasparenza è un dato fondante della comunicazione e, pertanto, il primo dovere di chi si occupa di Comunicazione pubblica. Il bilancio di sostenibilità è uno strumento da parte degli amministratori che impiegano risorse finanziarie pubbliche, di rendicontarne l’uso sia sul piano della regolarità dei conti sia su quello dell’efficacia della gestione. Oggi quasi tutte le PA sono presenti sulle piattaforme social, e le esperienze dimostrano che, se usati correttamente, questi mezzi permettono una reale interattività con il cittadino, che assume funzioni partecipative nuove e insite nella ratio della trasparenza totale: il cittadino diventa informatore, verificatore della qualità dei servizi, propositore di interventi correttivi, co-decisore delle policy”.

Conclusioni: verso un Mediterraneo più verde. Gli Stati Generali dell’Ambiente 2025 si sono conclusi con un messaggio di speranza e determinazione. L’appello finale è stato quello di unire le forze per realizzare un Mediterraneo più sostenibile, che possa diventare un modello globale di economia circolare, energia pulita e biodiversità protetta. Con figure come Vincenzo De Luca e Fulvio Bonavitacola a guidare il cambiamento, e con l’iniziativa Green Med come bussola per le politiche future, il sogno di un futuro verde per il Mediterraneo è più vicino di quanto si possa pensare.

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