di Annapaola Voto e Orlando Di Marino
L’emergenza casa ha “contagiato” in maniera diffusa buona parte delle grandi città europee. Il bisogno ormai definito è la disponibilità di nuove abitazioni destinate ad affitti calmierati, rivolte a categorie sociali intermedie, definite come una “fascia grigia”. Parliamo di individui e famiglie con un reddito troppo alto per accedere all’edilizia pubblica, ma troppo basso per permettersi un affitto sul mercato libero. Si tratta quindi di giovani coppie a basso reddito, famiglie mono-genitore, anziani, studenti, impiegati fuori sede, immigrati.
L’approccio europeo si innesta dunque su un terreno regionale, che non parte da zero ma si inserisce in un filone che possiamo dire essere caratterizzato, negli ultimi anni, da un rinnovato impegno istituzionale e da significativi avanzamenti legislativi e attuativi tesi a dare risposte concrete alla crescente domanda di soluzioni abitative accessibili e sostenibili, in linea con le sfide sociali, economiche e ambientali del territorio.
In particolare, è interessante ripercorrere lo sviluppo legislativo che ha caratterizzato gli ultimi anni del governo regionale. Nel dettaglio, la Legge Regionale 5 del 2024 rappresenta una pietra miliare nella riforma del governo del territorio in Campania. Essa modifica la precedente Legge Regionale 16/2004, introducendo principi innovativi come la semplificazione edilizia, la rigenerazione urbana e la sostenibilità ambientale. In particolare, la legge pone l’accento sulla riduzione del consumo di suolo e sulla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, orientando gli interventi verso una maggiore efficienza e qualità urbana; un passaggio innovativo fondamentale è stata la riconsiderazione qualitativa del concetto di standard urbanistico che ha portato ad ampliare la sua definizione includendo le nuove forme di residenze, come gli studentati universitari e le residenze assistenziali. Inoltre, il 15 settembre 2025, il Consiglio Regionale ha approvato il Regolamento Regionale 2/2025, attuativo della Legge Regionale 5/2024. Questo regolamento fornisce le linee guida operative per la pianificazione e la gestione degli interventi urbanistici, con particolare attenzione all’integrazione tra edilizia residenziale sociale e rigenerazione urbana, stabilendo procedure semplificate, criteri di sostenibilità e incentivi per la partecipazione attiva delle comunità locali.
In questo contesto generale di “riorganizzazione e di ridefinizione” dei concetti di valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e di integrazione tra edilizia residenziale sociale e rigenerazione urbana sono state approvate nel febbraio 2024 (DGR n. 87 del 22 febbraio 2024), le nuove Linee Guida per l’Edilizia Residenziale Sociale (ERS), che aggiornano quelle precedenti del 2014, adeguandole alle esigenze contemporanee dell’abitare sostenibile. Esse definiscono obiettivi chiari, come l’incremento dell’offerta abitativa destinata alle fasce sociali più vulnerabili, la promozione della qualità urbana e la sostenibilità ambientale degli interventi. A questo regolamento la Regione Campania, nel luglio 2025, ha aggiunto un ulteriore tassello: l’aggiornamento dei criteri per l’assegnazione degli alloggi, la revisione dei canoni di locazione e l’implementazione di misure per garantire la manutenzione del patrimonio abitativo pubblico introducendo modifiche significative al Regolamento Regionale 28 ottobre 2019, n. 11, riguardante l’assegnazione, la gestione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP).
Tutto questo fermento legislativo si concretizza in iniziative concrete attive sul territorio regionale, attraverso un profondo ed esteso quadro di interventi, per un valore complessivo di oltre 650 milioni di euro, che vede protagonista la Regione Campania, che sta puntando dal 2020 ad una ampia rigenerazione dei suoi quartieri abitativi di edilizia pubblica. Si tratta di un programma articolato che conta più di cento interventi diffusi sull’intero territorio regionale, che vede utilizzare fondi nazionali e del PNRR, per dare una risposta moderna all’abitare in Campania. Accanto agli interventi classici di recupero dei quartieri ERP, con la introduzione di significativi elementi di sostenibilità ambientale, tanto nelle aree più densamente abitate della Città Metropolitana quanto delle province interne, si segnalano tra gli altri, un modello sperimentale di intervento con un bando del 2020, i PIERS (Programmi Integrati di Edilizia Residenziale Sociale), per 8 interventi finanziati (Cava de’ Tirreni, Nocera Inferiore, Area Vasta Avellino, Palomonte, Benevento, Salerno) con cui si è aperta la possibilità di partecipazione anche alle cooperative di abitazioni, e dunque ai privati, in un processo virtuoso sperimentale di recupero edilizio e di housing avanzato; o ancora la significativa esperienza dei Programmi PINQUA, un Bando nazionale che metteva al centro il tema della residenza pubblica, con la Regione Campania che si è fatta promotrice di una propria proposta incardinata su tre territori significativi, su cui aveva in corso importanti azioni di programmazione: un intervento localizzato nell’area del Litorale Domitio-Flegreo, un secondo su un quartiere di alloggi popolari nella città di Napoli costruito nell’immediato dopoguerra, il Rione San Gaetano a Miano, e un intervento sperimentale di Housing nelle Aree Interne in alcuni dei Comuni coinvolti nella SNAI Alta Irpinia, tra cui il significativo intervento di Riuso/riattivazione dei ruderi dell’antico borgo di Carbonara nel comune di Aquilonia, attualmente in stato di abbandono in seguito al sisma del Vulture del 1930, attraverso la realizzazione di 18 alloggi di Edilizia Residenziale Sociale e 14 di autocostruzione – destinati ad ospitare un nuovo tipo di utenza (giovani coppie, pensionati di rientro, giovani makers, immigrati, badanti, giovani professionisti, ricercatori). Si tratta di un cantiere in corso, di grande valenza sperimentale, oltre che improntato ad una elevata ricerca della qualità architettonica.
Ad ulteriore conferma della scelta regionale di fornire risposte concrete all’emergenza casa si segnala che nel quadro della recente riprogrammazione del PR FESR Campania 2021-2027, l’housing sociale assume un ruolo strategico all’interno delle nuove priorità a valere sugli Obiettivi Specifici 2.11.1 e 5.1, in un’ottica di integrazione tra politiche ambientali e sociali. L’azione prevista su OP2 — finalizzata all’efficientamento energetico e alla messa in sicurezza del patrimonio edilizio — è stata ridefinita in chiave complementare a quella dell’OP5, destinata invece alle strategie territoriali urbane. Tale impostazione consente di ampliare l’eleggibilità degli interventi a tutto il territorio regionale, favorendo la realizzazione di operazioni congiunte che coniughino resilienza e inclusione: da un lato, il miglioramento delle performance energetiche e strutturali degli edifici pubblici; dall’altro, la promozione di finalità sociali attraverso la destinazione ad uso abitativo di edilizia sociale o di studentati.
L’approccio integrato proposto mira a contrastare le disparità territoriali e ad affrontare le criticità della conurbazione Napoli-Caserta-Salerno, dove si concentra la maggior parte dei fabbisogni abitativi e delle emergenze sociali. Gli interventi saranno vincolati alla finalità pubblica, al divieto di operazioni speculative e a criteri di trasparenza e priorità per soggetti vulnerabili, quali famiglie a basso reddito, persone con disabilità, migranti e lavoratori essenziali. Tale impostazione, oltre a garantire un impatto diretto sulla coesione sociale, determina un incremento delle risorse destinate all’efficientamento energetico.
È evidente che la Campania ha scelto di profondere un impegno crescente verso la sostenibilità, l’inclusione sociale e la qualità abitativa. Sia il panorama normativo regolamentare che quello programmatorio si prefigge come obiettivo prioritario lo sviluppo di un sistema abitativo più equo e accessibile, rispondendo alle sfide contemporanee del territorio. Tuttavia, sarà fondamentale monitorare l’attuazione di queste normative e garantire un’efficace collaborazione tra enti locali, professionisti e comunità per realizzare pienamente gli obiettivi prefissati.


