RubricheCulture digitaliDigit-Day, i target raggiunti e le sfide del futuro

Digit-Day, i target raggiunti e le sfide del futuro

di Redazione

Con un risultato straordinario che ci posiziona al vertice nazionale, abbiamo ampiamente superato gli obiettivi Digit prefissati“. Con queste parole cariche di soddisfazione, il Direttore Generale della Fondazione IFEL Campania, Annapaola Voto, ha aperto la terza giornata di formazione, monitoraggio e valorizzazione dei risultati del progetto della Regione Campania per la creazione dei centri di facilitazione digitale, realizzati nell’ambito della misura 1.7.2. del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), e affidati per l’attuazione a IFEL Campania.

Una conferma del successo di questa iniziativa strategica per ridurre il cosiddetto “digital divide” tra i cittadini campani, che grazie a un intenso e proficuo lavoro di squadra, ha consentito di raggiungere risultati significativi, illustrati dal direttore di IFEL Campania nella sala auditorium del Centro direzionale di Napoli a una numerosa platea di addetti ai lavori e protagonisti del progetto.

Il progetto ha garantito una copertura territoriale capillare: la maggior parte dei cittadini campani maggiorenni può ora contare su un punto di facilitazione ubicato nel proprio Comune di residenza, con una particolare attenzione alle aree interne, tutte presidiate. L’accesso ai servizi digitali, in particolare quelli sanitari come il fascicolo elettronico, ha registrato numeri molto rilevanti.

Sul fronte dei facilitatori, si è costruita una squadra solida di professionisti, caratterizzata da un’importante presenza femminile e giovanile, che hanno ricevuto una formazione professionalizzante gestita da IFEL Campania, secondo la strategia del Dipartimento per la Transizione Digitale della Regione Campania, che è tra le prime a prevedere l’inserimento di questa nuova attività nel repertorio regionale delle figure professionali. Per il dipartimento erano presenti Giuseppe Ferretti e Alessandro Ferrari.

Proprio sulla formazione il Direttore Voto ha voluto mettere l’accento, annunciando che sarà potenziata nella seconda fase del progetto, e sollecitando tutti i facilitatori a dotarsi dell’apposita certificazione, che la Regione consente di ottenere gratuitamente, e che è molto importante per i loro curricula e i futuri sbocchi professionali.

Alessandro Ferrari, del dipartimento digitale della Regione, ha invece in particolare sottolineato con orgoglio la performance del progetto campano, tanto da suscitare l’attenzione delle altre Regioni. In particolare, l’idea originale di inserire tra i centri di facilitazione anche cinque punti mobili, che hanno consentito un decisivo potenziamento dell’attività, soprattutto nei luoghi di maggior affluenza nel periodo estivo. E ha quindi lanciato una vera e propria sfida ai facilitatori, e cioè quella di raggiungere i 500mila cittadini alfabetizzati per il prossimo 15 dicembre, e il milione complessivo per il 30 giugno 2026. Una sfida raccolta con entusiasmo dai facilitatori digitali, presenti in divisa e riuniti per condividere esperienze, buone pratiche, criticità e soluzioni. Un momento di comunità professionale che rafforza l’identità di un progetto in cui la prossimità, l’ascolto e la capacità di adattarsi ai bisogni locali rappresentano elementi centrali.

Non è passata inosservata la scelta simbolica del direttore generale Voto di indossare la stessa divisa dei facilitatori, con l’orgogliosa appartenenza al logo della Regione Campania. Un gesto semplice ma carico di significato, a indicare non solo una direzione strategica condivisa, ma anche un’idea di leadership “orizzontale”, in cui chi guida lo fa da “prima inter pares”, riconoscendosi nel lavoro quotidiano svolto da ciascun facilitatore sul territorio.

A chiusura dell’incontro, un pensiero rivolto alla “gentilezza” come strumento di relazione e alla “strategia del dialogo e della pace” come visione operativa: parole che hanno risuonato come manifesto di un progetto che guarda alla transizione digitale non solo come questione tecnologica, ma come opportunità per costruire una cittadinanza più consapevole, inclusiva e umana.

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