di Maria Esposito
L’Unione Europea sta lavorando all’avvio di un ampio e necessario processo di riposizionamento delle politiche che puntano a superare una logica meramente redistributiva per rafforzare invece il contesto industriale e strategico. Ed è proprio in questo contesto che si sviluppa la Strategic Technologies for Europe Platform (STEP). La Piattaforma non è un semplice strumento di sostegno all’innovazione, ma è pensata per rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione, intervenendo direttamente sulle fasi di sviluppo e fabbricazione delle tecnologie ritenute cruciali per la competitività europea e per la tenuta delle catene del valore.
STEP nasce dalla consapevolezza che è necessario superare la dipendenza tecnologica da Paesi terzi che nell’attuale contesto di diffuse tensioni geopolitiche rappresenta una vulnerabilità strutturale. In questo quadro, l’approccio adottato segna una discontinuità rispetto alle politiche tradizionalmente orientate alla sola ricerca o al sostegno alle PMI: la piattaforma è aperta anche alle imprese di maggiore dimensione e mira esplicitamente a sostenere investimenti industriali di scala, capaci di incidere concretamente sui processi produttivi e sul posizionamento dell’Europa nei settori chiave.
Le aree di intervento individuate – tecnologie digitali e deep-tech, tecnologie pulite net-zero e biotecnologie – riflettono una scelta selettiva e non neutra. STEP non finanzia la ricerca di base, ma concentra le risorse sulle fasi di sviluppo, industrializzazione e fabbricazione, orientando le politiche di coesione verso un terreno più esigente, ma anche più coerente con le nuove priorità europee in materia di competitività, resilienza e sicurezza economica.
È in questo contesto che si colloca la decisione della Regione Campania di aderire alla Piattaforma STEP attraverso una riprogrammazione mirata del PR Campania FESR 2021-2027, approvata con Decisione della Commissione europea C(2024)6748 del 26 settembre 2024. La rimodulazione del Programma si fonda su una piena adesione agli obiettivi del Regolamento (UE) 2024/795, che orienta l’azione dell’Unione alla riduzione delle dipendenze strategiche e al rafforzamento delle capacità industriali europee, in un contesto di profonda trasformazione delle politiche di coesione.
Attraverso il PR FESR, la Campania ha inteso contribuire in modo concreto all’allineamento tra priorità regionali e nuove direttrici europee, puntando su progetti in grado di generare un impatto industriale misurabile e di rafforzare il posizionamento del territorio all’interno delle filiere strategiche. Una scelta non scontata, che è stata declinata valorizzando le vocazioni produttive regionali e le competenze già presenti, con l’obiettivo di massimizzare l’efficacia degli interventi e ridurre il rischio di dispersione delle risorse.
La riprogrammazione ha previsto l’introduzione di una nuova Priorità 1bis dedicata a STEP, attuata attraverso il nuovo obiettivo specifico RSO 1.6, cui ha fatto seguito la pubblicazione dell’Avviso pubblico “Aiuti per lo sviluppo e la fabbricazione di tecnologie critiche – STEP”. Un bando che, per caratteristiche e impostazione, si colloca chiaramente al di fuori dei canoni tradizionali della programmazione FESR, ponendosi come uno strumento di politica industriale a tutti gli effetti.
Un primo elemento di rilievo riguarda i tempi di attuazione. Il bando è stato pubblicato nel marzo 2025, le domande si sono chiuse nel luglio dello stesso anno e la graduatoria è stata approvata nel novembre 2025. Circa tre mesi e mezzo tra la chiusura della finestra di candidatura e la pubblicazione degli esiti rappresentano un dato particolarmente significativo, soprattutto se rapportato alla complessità tecnica delle proposte e all’elevato volume finanziario degli investimenti candidati.
Sotto il profilo amministrativo, l’Avviso STEP segna un’evoluzione rilevante nelle modalità di gestione della politica di coesione. La Regione Campania ha dimostrato la capacità di tradurre in tempi rapidi un quadro regolamentare europeo complesso in uno strumento operativo chiaro e selettivo, definendo con precisione l’ambito degli interventi ammissibili e semplificando il ciclo procedurale senza rinunciare alla solidità dei controlli. L’introduzione di criteri stringenti, il ricorso alla perizia tecnica asseverata, la digitalizzazione integrale del procedimento e una gestione attenta dei controlli ex ante ed ex post hanno consentito di coniugare rapidità istruttoria, qualità delle valutazioni e tutela dell’interesse pubblico.
Il bando STEP ha inoltre rappresentato una prima sperimentazione di un diverso modello di gestione dei processi di predisposizione degli avvisi. I dati della graduatoria restituiscono con chiarezza la portata dell’intervento: a fronte di oltre 70 domande presentate, sono 52 i progetti ammessi a finanziamento, per una spesa ammissibile complessiva pari a circa 236,5 milioni di euro e contributi pubblici concedibili per circa 145 milioni di euro. Ulteriori 25 progetti sono stati dichiarati non ammissibili per carenza dei requisiti previsti o per irregolarità emerse in fase istruttoria.

Nel complesso, i progetti finanziati presentano un valore medio superiore ai 4 milioni di euro, con una distribuzione coerente rispetto alla dimensione delle imprese: investimenti più contenuti per le piccole imprese, di dimensione intermedia per le medie e più elevati per le imprese di maggiore dimensione, che hanno presentato i progetti economicamente più rilevanti. Un equilibrio che consente alla misura di sostenere sia l’innovazione diffusa nel tessuto produttivo regionale sia interventi industriali di scala più ampia.
Dal punto di vista della tipologia di impresa, la graduatoria evidenzia una composizione articolata: circa il 65-70% dei progetti finanziati è presentato da piccole imprese, il 15-20% da medie imprese e circa il 15% da imprese di maggiore dimensione. Un dato che conferma la capacità della misura di intercettare sia le PMI innovative sia le realtà industriali più strutturate, chiamate a svolgere un ruolo centrale nel rafforzamento delle filiere strategiche.
La graduatoria è l’esito di un percorso istruttorio selettivo e rigoroso, affidato a una Commissione dedicata che ha valutato le domande sulla base di criteri tecnici, economico-finanziari e di coerenza strategica con gli obiettivi STEP. Significativa, in tal senso, anche la fase successiva all’approvazione iniziale: la rettifica della graduatoria, conseguente all’esclusione di un progetto per irregolarità fiscali, testimonia un approccio orientato non solo alla rapidità, ma anche alla solidità dei controlli e alla tutela dell’interesse pubblico.
Come sottolineato dalla Dirigente del Settore U.S. Autorità di Gestione FESR, Fiorella Ciullo, Come dichiara Fiorella Ciullo Dirigente Settore U.S. Autorità di Gestione FESR: «I progetti finanziati attraverso STEP delineano un modello di sviluppo regionale fondato sulle capacità tecnologiche e sull’integrazione tra filiere strategiche. Circa il 50% degli interventi riguarda il digitale avanzato e deep-tech, il 30% le biotecnologie e le life sciences e il restante 20% le tecnologie pulite ed efficienti. Si tratta di investimenti orientati alla fabbricazione, allo scaling industriale e al rafforzamento delle catene del valore, che testimoniano come la politica di coesione possa evolvere in uno strumento di politica industriale». In questo senso, STEP rappresenta per la Campania non solo un bando, ma un banco di prova concreto della capacità di tradurre le priorità europee in azioni operative, in un contesto europeo sempre più complesso e competitivo.



