EconomiaAmbienteRifiuti, la nuova sfida dell’Osservatorio: dati, controllo e legalità

Rifiuti, la nuova sfida dell’Osservatorio: dati, controllo e legalità

di Lucia Serino

Parla il presidente dell’Osservatorio regionale sui rifiuti, Enzo De Luca

«L’Osservatorio condividerà esclusivamente con le istituzioni dello Stato abilitate preziosi elementi conoscitivi, con l’obiettivo di favorire la tutela del territorio e delle sue infrastrutture da eventuali danni ambientali». Enzo De Luca parte da qui. Dalla conoscenza dei dati, dalla loro circolazione tra le istituzioni e dalla possibilità di trasformare le informazioni sul ciclo dei rifiuti in uno strumento concreto di prevenzione e controllo.

È questa la prima direttrice del nuovo mandato del presidente dell’Osservatorio regionale sulla Gestione dei Rifiuti della Campania, appena riconfermato dal presidente della Regione Roberto Fico con il decreto n. 48 del 29 giugno 2026. Una conferma che arriva dopo dieci anni alla guida dell’organismo regionale e che riporta al centro una figura con una lunga esperienza istituzionale sui temi ambientali.

Irpino, già assessore regionale tra il 2005 e il 2007, De Luca è stato senatore della Repubblica dal 2008 al 2013. A Palazzo Madama ha ricoperto il ruolo di segretario della Commissione Territorio, Ambiente e Beni ambientali e, in ambito bicamerale, quello di vicepresidente vicario della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse. Un’esperienza che ha costruito il suo profilo istituzionale proprio nel punto di intersezione tra ambiente, pubblica amministrazione e legalità.

Ora, nella nuova fase dell’ORGR, quella esperienza torna a tradursi in un programma di lavoro molto concreto. Il primo atto annunciato è il protocollo di collaborazione con le Prefetture campane, che partirà da Napoli e sarà successivamente esteso a Caserta, Benevento e Salerno. L’obiettivo è consentire alle istituzioni dello Stato abilitate di accedere alle informazioni contenute nel sistema O.R.So., la piattaforma attraverso la quale Comuni e amministrazioni degli impianti trasmettono dati sulla raccolta, sulla gestione delle strutture, sulla movimentazione dei rifiuti.

«Si parte da Napoli», ha sintetizzato De Luca, indicando una logica che non è quella dell’emergenza, ma del monitoraggio permanente. Il protocollo, già sperimentato nel 2018 con l’Ufficio territoriale del Governo di Avellino, punta infatti a rendere più efficace lo scambio di informazioni non sensibili sull’attività di gestione ambientale e, nello stesso tempo, a rafforzare trasparenza ed efficienza del ciclo integrato.

È un passaggio significativo per un Osservatorio che, per sua natura, non è un organo di polizia né un soggetto chiamato a sostituirsi agli enti che gestiscono il servizio. La sua funzione è soprattutto quella di osservare, raccogliere, elaborare e mettere a disposizione conoscenze. Ma proprio la qualità e la tempestività dei dati possono diventare una delle condizioni per rendere più efficace l’azione degli altri soggetti istituzionali.

«Tra i compiti dell’Osservatorio rientra anche la raccolta dei dati relativi a fenomeni e forme di penetrazione della criminalità organizzata nel ciclo ambientale», ricorda De Luca. Il tema della legalità entra dunque nel lavoro dell’ORGR non come sovrapposizione alle attività investigative, ma come capacità di individuare e mettere in relazione informazioni utili a chi quelle attività è chiamato a svolgerle.

È una distinzione importante, soprattutto in una regione nella quale il sistema dei rifiuti ha conosciuto negli anni fasi complesse, trasformazioni organizzative e problemi infrastrutturali. La Campania ha alle spalle una storia che ha spesso portato il tema dei rifiuti al centro del confronto politico e istituzionale. L’approccio che De Luca propone oggi sembra però guardare soprattutto alla costruzione di strumenti ordinari e continuativi: meno gestione dell’emergenza, più capacità di leggere in anticipo ciò che accade nel ciclo.

In questa prospettiva si colloca anche la disponibilità dell’ORGR a mettere a disposizione propri dipendenti e collaboratori per eventuali attività ispettive e di controllo e la previsione di seminari di approfondimento con gli stakeholder, anche con finalità formative. «L’obiettivo – spiega De Luca – è favorire la tutela del territorio e delle sue infrastrutture».

La formazione, del resto, non è una novità nell’attività dell’Osservatorio. Negli ultimi anni l’ORGR ha sviluppato attività rivolte ai Comuni e agli Ambiti territoriali sull’utilizzo di O.R.So., oltre a programmi di educazione ambientale nelle scuole e iniziative sul riciclo e il riuso. Nel 2025, per esempio, l’Osservatorio ha assegnato venti borse di studio e cinque premi speciali agli istituti campani che hanno partecipato al programma di educazione ambientale.

Adesso la prospettiva si allarga. Accanto al rapporto con le Prefetture, De Luca annuncia una collaborazione con Alto Calore Servizi sulle questioni ambientali ed ecologiche, con particolare attenzione alla sostenibilità. E completa il quadro con il rafforzamento della struttura dell’Osservatorio: saranno individuati tre esperti, con competenze giuridico-amministrative e tecnico-scientifiche, e tre rappresentanti del mondo associativo campano.

È il tentativo di trasformare l’Osservatorio in una struttura sempre più capace di mettere insieme competenze diverse: istituzioni, enti locali, gestori, mondo scientifico, associazioni e soggetti deputati ai controlli. Un lavoro che richiede continuità più che annunci e che parte da una materia, quella dei rifiuti, nella quale la qualità delle decisioni dipende anche dalla qualità delle informazioni disponibili.

De Luca, forte della sua esperienza parlamentare proprio nella Commissione Ecomafie, sembra voler mantenere su questo punto una linea precisa: «La raccolta dei dati» non è un esercizio amministrativo fine a se stesso, ma uno strumento per leggere il territorio. E la collaborazione istituzionale non è una dichiarazione di principio, ma una modalità operativa.

È probabilmente questa la cifra del nuovo mandato: fare dell’Osservatorio non soltanto il luogo nel quale confluiscono i numeri del ciclo dei rifiuti, ma una struttura capace di interpretarli, metterli in relazione e portarli ai soggetti che possono utilizzarli. A cominciare dalla legalità, ma senza fermarsi alla legalità: perché monitorare il ciclo significa anche capire dove funzionano la raccolta e gli impianti, dove emergono criticità, quali sono i fabbisogni dei territori e quali strumenti possono rendere il sistema più efficiente.

«L’Osservatorio condividerà preziosi elementi conoscitivi», dice De Luca. In una materia nella quale per molto tempo la parola “rifiuti” è stata associata soprattutto alla gestione delle crisi, la sfida dell’ORGR è oggi più ordinaria e, proprio per questo, più ambiziosa: costruire conoscenza per prevenire i problemi prima che diventino emergenze».

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