Economia Politica di coesione Campania, c’è il via libera al Documento regionale di...

Campania, c’è il via libera al Documento regionale di indirizzo strategico

di Maria Laura Esposito e Rosario Salvatore

L’approvazione del Documento Regionale di Indirizzo Strategico (DRIS) rappresenta una tappa fondamentale nel lungo processo di costruzione della programmazione dei fondi e degli investimenti per il settennato 2021-27. Muovendo dall’idea di dotare la Regione Campania di una strategia di programmazione unitaria, sinergica e coerente, che tenesse insieme le fonti europee e nazionali – attraverso un attento lavoro di raccolta, riorganizzazione e condivisione delle idee con il sistema regionale e con gli stakeholders socio-economici – è stato elaborato un documento articolato, a tratti complesso, ma sicuramente adeguato a sostenere la programmazione 2021-27, in un’ottica di sviluppo sostenibile, in materia di alta qualità di lavoro e formazione e di tutela e valorizzazione ambientale. La programmazione 2021-27 si presenta come un’eccezione irripetibile e, allo stesso tempo, come una prova di maturità nella capacità di programmare e spendere bene le risorse. Accanto al ciclo ordinario delle risorse messe a disposizione nell’ambito del prossimo Quadro finanziario pluriannuale, la Commissione ha, infatti, lanciato il piano Next Generation EU, strumento per restituire un futuro all’Unione Europea, attraverso il rilancio di un progetto di crescita sostenibile e duratura.
Siamo di fronte a una dimensione del tutto nuova del tempo, degli spazi e delle relazioni socio-economiche, che richiedono, prima ancora che risorse, visione e pensiero. Temi cruciali – tra i quali salute, lavoro, tutela e valorizzazione dell’ambiente, promozione del territorio, welfare, cultura, scuola, infrastrutture, mobilità – che troveranno soluzioni adeguate solo se affrontati in maniera organica, avendo ben chiari gli obiettivi e programmando in maniera unitaria interventi e investimenti. Nell’ambito di un percorso già sperimentato di programmazione regionale unitaria questo Documento pone con forza l’accento proprio sull’integrazione e la complementarità fra i fondi– sia europei che nazionali – sia come metodo per offrire risposte concrete ai bisogni emergenti del sistema regionale, sia come strumento per adeguarsi ad un quadro generale mutevole e su cui continueranno a manifestarsi gli effetti negativi della crisi epidemiologica di Covid-19.
La nuova programmazione dovrà, quindi, mobilitare tutte le risorse potenzialmente attivabili, sia nazionali che europee, anzitutto per attuare i cinque obiettivi di policy dettati dalla Commissione Europea nei regolamenti per il 2021-27:
Ricerca e innovazione: investire in ricerca e innovazione significa investire nel futuro, per competere e preservare il nostro modello di sviluppo, migliorando la vita delle persone e trasformando il dinamismo, che già caratterizza la regione Campania, in lavoro e crescita duratura, stabile e trasversale ai diversi ambiti del contesto economico e sociale. Favorire la crescita e lo sviluppo delle imprese campane, in una logica di profonda innovazione di processi e di prodotti e dei servizi investendo nel capitale umano e nella capacità di innovazione delle nuove generazioni. Solo questi sono gli elementi che possono determinare l’inversione di tendenza che serve ad assicurare il passaggio da un ambiente in cui le aziende devono resistere garantendo un costo del lavoro basso, a uno in cui a fare la differenza è invece la capacità di investire per migliorare produttività e competitività, dando spazio e credito ai giovani.
Ambiente: La Campania delle emergenze ambientali si candida a diventare la regione più verde d’Italia, sostenendo le iniziative in materia di green economy ed economia circolare, con l’obiettivo di promuovere una innovazione ecologica del modello di sviluppo regionale. Si tratterà quindi, da un lato di promuovere interventi a diretta finalità ambientale (rifiuti, acque, rischi naturali, tutela della biodiversità) e dall’altro di declinare le azioni di sviluppo secondo criteri di sostenibilità, minimizzando gli impatti ambientali attraverso un sistema di “regolazione coerente”, avviando una stagione di progetti e iniziative pubbliche e private che non guardino al risparmio energetico in senso stretto, ma tengano conto di tutte le risorse naturali, compreso il risparmio idrico e il riciclo delle acque. Sostegno a iniziative in materia di green economy ed economia circolare.
Infrastrutture e Reti: gli investimenti riguarderanno prioritariamente le reti su ferro, il materiale rotabile, i sistemi di gestione del traffico e un vasto programma di potenziamento e messa in sicurezza della rete stradale regionale. Strategico sarà anche il sistema portuale e il Masterplan aeroportuale, potenziando e valorizzando la piattaforma intermodale regionale, con particolare attenzione alle aree ZES. Proseguiranno inoltre gli investimenti per la realizzazione di interventi volti alla diffusione della Banda Ultra Larga.
Lavoro, formazione e welfare: la crescita e lo sviluppo delle imprese campane, non può prescindere da investimenti strategici nel capitale umano e nella capacità di innovazione delle nuove generazioni. Potenziate ulteriormente il sistema della formazione e le relazioni fra istruzione e filiere produttive, in particolare quelle riconosciute di eccellenza. Accanto a questo, investire nell’innovazione e nel potenziamento del sistema del welfare, in particolare lungo tre direttrici: lotta alla povertà educativa (e contrasto alla dispersione scolastica), sostegno agli anziani e ai disabili e contrasto alla povertà.
Tutela e valorizzazione del territorio: valorizzare un territorio significa, anzitutto, conoscere e comprendere bisogni e potenzialità. Per questo sarà essenziale continuare a investire nelle strategie territoriali, coinvolgendo attivamente attori istituzionali e stakeholders socio-economici locali. In particolare si agirà su Città medie – favorendo interventi volti a rendere gli insediamenti umani inclusivi, sicuri e sostenibili – Aree interne – per contrastare fenomeni di spopolamento e declino demografico, agendo sulla quantità e qualità dei servizi di base e sulla promozione di progetti di sviluppo socio-economico integrato e Area vasta – dove sviluppare azioni pilota, attraverso lo strumento definito “Programma Integrato di Valorizzazione” (PIV).
Inoltre, sarà data rilevanza particolare a tre driver strategici ritenuti di rilievo per uno sviluppo organico del territorio:
– Salute: eccellenza nella sanità, su cui continuare a investire è obiettivo strategico, per garantire servizi omogenei, inclusivi e di qualità, potenziando il sistema sanitario esistente, sia sulle infrastrutture ospedaliere, che su sistemi di prevenzione e servizi territoriali. La tutela della salute è, dunque, un obiettivo di eccellenza da perseguire attraverso la Smart Innovation tesa a diffondere la cultura della prevenzione, da un lato, e, dall’altro, a rendere sul territorio i servizi sanitari omogenei e di qualità. Il Governo regionale, in piena sintonia con gli obiettivi del nuovo programma Europeo EU4Health, intende costruire la propria strategia accentuando il carattere prioritario della sanità mettendo in campo tutte le azioni necessarie ad umanizzare l’intervento sanitario sul territorio, ponendo il paziente al centro del sistema sanitario ed avvicinando l’offerta dei servizi di cura verso il cittadino.
– Cultura: fattore di identità regionale, di conoscenza e ambito produttivo di valorizzazione del turismo: volano di innovazione, crescita sostenibile, occupazione e formazione. Partendo dalle eccellenze esistenti, “la rete del Sapere e della conoscenza” può diventare il motore essenziale di una Campania che scommette sulle giovani generazioni. La giunta Regionale, potenziando quanto già fatto, intende dare ampio spazio all’innovazione e alla creatività, medianti forti sinergie con la ricerca scientifica e tecnologica e in stretta interazione con il mondo delle imprese, per migliorare la competitività del sistema produttivo.
– Legalità e inclusione sociale: presupposto alla base dello sviluppo economico e sociale complessivo della regione. Sicurezza urbana come “bene pubblico”, fortemente collegato alla vivibilità e al decoro delle città, riqualificazione e recupero delle aree o dei siti più degradati; eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale; prevenzione della criminalità; promozione del rispetto della legalità, contrasto di tutte le forme di violenza ed in particolare a quella di genere. Le azioni per la sicurezza urbana, continueranno a essere complementari al più vasto programma di contrasto alla camorra, sia attraverso il piano regionale per i beni confiscati – che sarà ulteriormente rafforzato, anche in sinergia con il governo e l’agenzia nazionale dei beni confiscati, per migliorare e semplificare gli affidamenti e interventi sui grandi beni.

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