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Prove OCSE PISA 2022: gli studenti italiani bene in Lettura, discreti in Matematica, “rimandati” in Scienza

di Annapaola Voto

Non è un Paese di Scienza. O meglio, è un Paese, il nostro, che evidenzia delle criticità forti in questa specifica macro-area di insegnamento. È quello che, in una sintesi telegrafica, emerge dall’ultimo PISA test 2022 i cui risultati sono stati da poco pubblicati ed analizzati dall’OCSE e da INVALSI. In questa rilevazione, che indagava quale disciplina principale la Matematica, oltre a Lettura, (e appunto) Scienza e Pensiero Creativo, si disegna una mappa dell’Italia che si adegua agli standard internazionali, come per Lettura e Matematica, e arranca nella Scienza. Persistono, al suo interno, differenze territoriali – il solito divario Nord/Sud a favore dei primi – e di genere, con le studentesse nostrane meglio degli omologhi maschi in Lettura (+19 punti) e peggio di questi ultimi in Matematica (-21) per poi declinare – pacificamente – verso un sostanziale pareggio nella Scienza (474 punti per le femmine vs 481 per i maschi). Ma le cattive nuove non si manifestano solo entro i nostri confini nazionali col rendimento medio dei Paesi OCSE sceso di almeno 15 punti in Matematica e 10 punti in Lettura. Insomma, un calo drastico che proviene da lontano, ma che è stato indubbiamente accelerato dalla pandemia da Covid-19.

Cos’è il PISA test. Alla fine degli anni ’90 l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) si è posta alcune semplici domande: cosa dovrebbero sapere e saper fare i cittadini? Per rispondere a questi stessi quesiti ed alla necessità di disporre di dati comparabili e sovrapponibili a livello internazionale sul rendimento degli studenti, l’OCSE ha deciso di lanciare il Programme for International Student Assessment (PISA): un’indagine condotta con cadenza triennale su studenti quindicenni di tutto il mondo che rileva in che misura gli stessi abbiano acquisito nei primi anni di istruzione conoscenze e competenze ritenute fondamentali per partecipare attivamente (e pienamente) alla vita sociale ed economica. Nella sua evoluzione diacronica alla prima edizione vi hanno partecipato 43 Paesi (32 nel 2000 e 11 nel 2002), 41 nella seconda edizione (2003), 57 nella terza (2006), 75 nella quarta (65 nel 2009 e 10 nel 2010), 65 nella quinta (2012), 72 nella sesta (2015) e 79 nella settima edizione (2018). Nel 2022, data di ultima rilevazione, 81 Paesi hanno partecipato al PISA. Si tratta di test con prove della durata complessiva di due ore e in cui ciascun allievo, per ottenere buoni risultati, deve essere in grado di estrapolare informazioni da ciò che conosce; pensare oltre i confini statici delle discipline; applicare le sue conoscenze in modo creativo in situazioni nuove dimostrando strategie di applicazione del proprio apprendimento efficaci.

L’edizione 2022. Come ad ogni tornata di PISA, un ambito viene valutato in dettaglio, ossia dedicandovi un numero maggiore di quesiti e occupando quasi la metà del tempo totale della prova cognitiva. Nel 2022 l’ambito principale è stato la Matematica (Lettura, Scienze e Pensiero Creativo aree di rilevazione secondarie), così come nel 2012 e nel 2003. La Lettura è stata la materia principale nel 2000, 2009 e 2018, mentre le Scienze sono state la materia principale nel 2006 e nel 2015. In questa edizione hanno partecipato all’indagine circa 690mila studenti, che rappresentano circa 29 milioni di quindicenni nelle scuole di 81 Paesi. Gli studenti PISA hanno un’età compresa tra 15 anni e 3 mesi e 16 anni e 2 mesi al momento della rilevazione e hanno completato almeno 6 anni di istruzione formale. L’utilizzo di questa età nei vari Paesi e nel tempo consente a PISA di confrontare in modo coerente le conoscenze e le competenze di individui nati nello stesso anno e ancora scolarizzati all’età di 15 anni, nonostante la diversità dei loro percorsi scolastici all’interno e all’esterno della scuola. Possono essere iscritti a qualsiasi tipo di istituto, partecipare a un’istruzione a tempo pieno o parziale, a programmi scolastici o professionali e frequentare scuole pubbliche o private o scuole straniere all’interno del Paese. Ma andiamo, ora, ad analizzarne le risultanze.

Nel mondo. I risultati di PISA 2022 mostrano, purtroppo, una situazione dell’istruzione mondiale non confortante. Il rendimento medio nei Paesi OCSE è sceso rispetto all’ultima rilevazione del 2018, infatti, di almeno 15 punti in Matematica e 10 punti in Lettura. L’unica nota positiva, se così la si può chiamare, proviene dalla disciplina Scienza, il cui rendimento medio degli alunni è rimasto essenzialmente lo stesso. Eppure, questi numeri, sia pure comuni a tutti i Paesi oggetto di indagine, sono abbastanza gravi considerando il contesto: in due decenni di test PISA, infatti, il punteggio medio OCSE ha subito variazioni molto limitate tra un ciclo triennale e l’altro, con un massimo di quattro punti in Matematica e di cinque punti in Lettura. Il drastico calo dei risultati suggerisce uno shock negativo che ha colpito molti Paesi nello stesso momento, e il Covid-19 sembrerebbe essere un fattore ovvio. O, secondo analisi più dettagliate e minuziose, un aggravante rispetto a tendenze di decremento che già si erano palesate qualche anno prima della pandemia.

I risultati del nostro Paese. Per l’Italia, l’ente che si occupa dello svolgimento della rilevazione PISA – e anche di altre indagini dal carattere internazionale – è l’INVALSI (Istituto nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di Istruzione e di Formazione). Il nostro Paese ha garantito un campione di 10.552 studenti provenienti da 345 scuole selezionate. Tale campione è rappresentativo di una popolazione di circa mezzo milione di quindicenni. Ma andiamo con ordine.

Lettura. Nella Lettura gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 482 punti, più alto rispetto alla media OCSE che si attesta sui 476 punti. Un risultato che colloca il nostro sistema scolastico tra i 20 (in testa Singapore, Irlanda, Giappone e Corea) che hanno riportato risultati degli studenti superiori alla media OCSE. Rispetto al 2018 però, il cambiamento nel punteggio medio conseguito in questa disciplina non è statisticamente rilevante. Nel lungo periodo in Lettura, ci sono state delle fluttuazioni del rendimento, ma il punteggio medio di PISA 2022 non è risultato significativamente diverso dai cicli precedenti. In Italia il 79% dei partecipanti raggiunge almeno il Livello 2 in Lettura, raggiunge cioè il livello minimo di competenze. A livello internazionale la percentuale è del 74%.

Matematica. In Matematica gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 471 punti, in linea con i 472 punti della media OCSE. Nel confronto con gli esiti del 2018, però, il punteggio medio conseguito in questa disciplina è diminuito addirittura di 15 punti. Un dato vieppiù preoccupante, non imputabile solo alla pandemia da Covid-19, la cui gravità viene “attenuata” dal comune crollo di altri sistemi scolastici nazionali: in questa disciplina sono 43 i Paesi che hanno ottenuto punteggi medi significativamente inferiori al ciclo 2018. Per questi Paesi, il decremento medio è stato di circa 20 punti. L’Italia è tra questi (-15 punti) insieme a: Portogallo (-21 punti), Francia (-22 punti), Germania (-25 punti), Austria (-12 punti), Paesi Bassi (-27 punti). In Italia il 70% dei partecipanti raggiunge almeno il Livello 2 in Matematica, conseguendo perciò il livello minimo di competenze. A livello internazionale la percentuale è del 69%.

Scienza. Nelle Scienze gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 477 punti, inferiore alla media OCSE che è di 485 punti. In rapporto al 2018 il punteggio medio conseguito in questa disciplina è però aumentato di 9 punti. In Italia il 76% dei partecipanti raggiunge almeno il Livello 2 in Scienze, raggiunge cioè il livello minimo di competenze. A livello internazionale la percentuale è la stessa.

Differenze territoriali e per tipologia di Istruzione. Anche questa rilevazione, purtroppo, evidenzia dei divari geografici sul territorio nazionale fra diverse aree del Paese. Le aree del Nord Italia ottengono punteggi superiori alle aree del Sud in tutti e tre gli ambiti di indagine. La differenza tra studenti più bravi (10% dei punteggi più alti) e meno bravi (10% dei punteggi più bassi) però è simile tra le aree geografiche. Rispetto alle tipologie d’istruzione, invece, i Licei hanno ottenuto punteggi medi superiori agli altri tipi d’istruzione in tutte e tre le discipline indagate. A seguire, con un rendimento simile, vi sono gli Istituti tecnici e l’Istruzione e Formazione Professionale.

L’influenza del background socioeconomico e le differenze di genere. Osservando la relazione tra lo status socioeconomico degli studenti e il rendimento nelle prove di Matematica è emerso che in Italia circa il 13% della variabilità del punteggio è spiegato dalla condizione di provenienza degli studenti. Questo dato risulta in linea con la media dei Paesi OCSE (15%). Relativamente alle aree geografiche, non si sono notate particolari differenze nella variabilità dei punteggi imputabile al background familiare. Le differenze di genere sono emerse per Matematica e Lettura; nelle Scienze, ragazzi e ragazze hanno ottenuto punteggi simili. In Matematica, i ragazzi hanno ottenuto mediamente 21 punti in più. Nella Lettura, le ragazze hanno ottenuto un punteggio medio superiore di 19 punti. Rispetto al ciclo precedente, queste differenze sono rimaste sostanzialmente stabili.

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