EconomiaIl PNRR nella Relazione semestrale 2025: avanzamenti, criticità e...

Il PNRR nella Relazione semestrale 2025: avanzamenti, criticità e prospettive

di Annapaola Voto

La Relazione semestrale della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvata a maggio 2025, offre un quadro dettagliato sull’avanzamento delle riforme e degli investimenti, mettendo in luce punti di forza e aree di criticità ancora da superare.

Dal documento emerge che nel secondo semestre 2024 sono stati conseguiti tutti i 67 obiettivi europei previsti (35 milestone e 32 target), portando l’attuazione formale al 54% del percorso complessivo, con un incremento di 11 punti rispetto al semestre precedente. Risultati positivi si registrano anche sul versante nazionale, con il completamento del 76 per cento degli step procedurali monitorati, segno di una macchina amministrativa che, pur con difficoltà, ha saputo rispondere alle scadenze.

Tuttavia, accanto a un buon livello di avanzamento amministrativo, la Relazione evidenzia una persistente criticità sul piano finanziario. Complessivamente, dall’avvio del Piano, il quadro che emerge (Grafico 1 – PNRR) mette in evidenza che il livello della spesa ha superato, a fine 2024, la soglia dei 63,9 miliardi, circa il 32,9 per cento delle risorse del Piano e circa il 73 per cento di quelle che erano programmate entro tale anno, a seguito delle progressive revisioni che hanno determinato slittamenti in avanti della programmazione finanziaria.

Fonte: PNRR – elaborazione Corte dei conti su dati Struttura di Missione PCM e Sesta Relazione del Governo

Gli scostamenti evidenziati impongono una decisa accelerazione nei prossimi due anni. La Corte stima che sarà necessario triplicare i volumi di spesa annua per rispettare le scadenze di chiusura del 2026, con particolare attenzione alle missioni “Inclusione e coesione” e “Salute”, ancora ben al di sotto dei target di spesa.

Tra le missioni, la digitalizzazione e la transizione ecologica registrano tassi di spesa più alti (rispettivamente 48 per cento e 36 per cento), ma se si depurano i dati dagli strumenti fiscali come il piano Transizione 4.0 e il Superbonus, i valori reali scendono drasticamente. In particolare, la missione 1 si attesta al 22,8 per cento e la missione 2 al 14,7 per cento. Questo evidenzia quanto il contributo degli incentivi fiscali abbia finora mascherato una realizzazione fisica meno uniforme.

Sul fronte delle riforme, l’ultimo semestre ha portato risultati rilevanti: spicca la riforma del project financing pubblico, con l’aggiornamento del Codice dei contratti e nuove regole volte a garantire maggiore concorrenza e trasparenza. La qualificazione delle stazioni appaltanti è in forte crescita, con oltre 42.000 gare effettuate da 3.301 stazioni qualificate. Nel settore giustizia, la riduzione dell’arretrato civile, con obiettivi di abbattimento fino al 95 per cento per cause pendenti da oltre tre anni, rappresenta un segnale incoraggiante di miglioramento dell’efficienza.

Non mancano, tuttavia, interventi ancora in sofferenza. Gli indicatori di monitoraggio target mostrano un tasso medio di avanzamento pari al 57 per cento sugli obiettivi europei, che scende al 44 per cento per quelli interni, più ambiziosi. Le aree tematiche con maggiore avanzamento sono digitalizzazione, connettività e formazione, con punte oltre il 70 per cento. Al contrario, settori strategici come trasporti, energia e sostenibilità ambientale si attestano su percentuali molto più basse (dal 13 per cento al 9 per cento), confermando la difficoltà a concretizzare opere infrastrutturali complesse in tempi rapidi. In questo è possibile evidenziare queste criticità trasversali

  • Capacità amministrativa: carenza di risorse umane e competenze tecniche negli enti locali medio-piccoli; turnover elevato e scarso coordinamento interno.
  • Iter autorizzativi: lungaggini nella Valutazione d’Impatto Ambientale, gare e permessi, specie nei settori infrastrutturali e dell’edilizia sanitaria.
  • Governance multilivello: frammentazione nelle relazioni tra Ministeri, Regioni e Comuni; necessità di maggiore accompagnamento tecnico e monitoraggio condiviso.
  • Revisione del PNRR (2023–2024): approvata dalla Commissione UE, ha rimodulato investimenti (edilizia scolastica, REPowerEU), cancellato progetti non realizzabili, introdotto nuovi capitoli per l’indipendenza energetica.

Uno degli strumenti attivati per garantire la liquidità necessaria, le anticipazioni di cassa, si è rivelato efficace: tra 2021 e 2024 sono stati erogati 27,1 miliardi di euro in anticipazioni, coprendo circa l’87 per cento della spesa dichiarata. Tuttavia, la Corte evidenzia come in molti casi le somme anticipate superino la spesa effettiva, segnalando criticità non legate alla disponibilità di risorse, ma a ostacoli di natura procedurale, autorizzativa o di capacità amministrativa. A tal proposito, una recente norma (art. 18-quinquies del d.l. 113/2024) punta a semplificare l’iter di rendicontazione per accelerare i trasferimenti a rimborso.

La Relazione dedica un approfondimento anche alla nuova missione REPowerEU, che introduce interventi strategici per l’autonomia energetica. Prime aggiudicazioni di progetti infrastrutturali come il Tyrrhenian Link e i corridoi SA.CO.I. 3 testimoniano un avvio promettente. Tuttavia, emergono criticità per interventi legati alla mobilità sostenibile: le difficoltà nella realizzazione delle colonnine di ricarica elettrica, ad esempio, potrebbero costringere a rimodulare al ribasso obiettivi inizialmente ambiziosi.
Dal punto di vista dei soggetti attuatori, scuole e università presentano tassi di avanzamento superiori alla media, mentre amministrazioni locali, agenzie centrali e soggetti privati mostrano ritardi più marcati. La distribuzione per tipologia di spesa evidenzia come i contributi a soggetti diversi dalle imprese siano finanziariamente più avanzati (quasi al 95 per cento), mentre acquisti di beni, servizi e lavori si fermano tra il 23 per cento e il 29 per cento.

Nel complesso, la fotografia scattata dalla Corte dei Conti restituisce l’immagine di un Piano formalmente in linea con gli impegni di milestone e target, ma ancora fragile nella capacità di trasformare i fondi in cantieri conclusi e benefici concreti per cittadini e imprese. La sfida dei prossimi semestri sarà recuperare i ritardi nella spesa effettiva, superare i colli di bottiglia burocratici e garantire un monitoraggio costante degli indicatori di risultato. Solo così l’Italia potrà centrare pienamente gli obiettivi del PNRR e trarne quel salto strutturale di produttività, innovazione e resilienza atteso sin dall’avvio del Piano.

Ultime Notizie

Governance locale e sviluppo: il bilancio di sostenibilità come strumento di pianificazione strategica

di Gaetano Di Palo In un contesto istituzionale caratterizzato da crescente competizione per l'accesso alle risorse pubbliche, i comuni che...

Riprogrammare per accelerare: la nuova traiettoria del PR FESR Campania 21-27

di Annapaola Voto e Maria Esposito La Commissione Europea al fine di mobilitare nuove risorse di fronte alle crisi economiche...

Osservatorio Burc – Osservatorio dei bandi europei e del PNRR della Regione Campania

di Alessandro Crocetta OSSERVATORIO BURC - 52,5 MLN PER LAVORATORI DISOCCUPATI E DONNE VITTIME DI VIOLENZE E ORFANI DI VITTIME...
spot_imgspot_img

Europa: abitare le contraddizioni per costruire coesione

di Annapaola Voto “Non bastano i trattati. Serve, seguendo Mann e Balzac, viverla – l’Europa – come una narrazione etica:...

Digit-Day, i target raggiunti e le sfide del futuro

di Redazione "Con un risultato straordinario che ci posiziona al vertice nazionale, abbiamo ampiamente superato gli obiettivi Digit prefissati". Con...

Potrebbero interessarti
Raccomandati