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“Digita Facile Campania”: colmare il divario digitale nelle aree interne della regione

di Salvatore Parente

Il progetto “Digita Facile Campania” proposto dalla Fondazione IFEL Campania ha recentemente ottenuto l’ammissione a finanziamento da parte del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale nell’ambito del bando “Dritti al Punto”. Una iniziativa promossa in collaborazione con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale che mira a migliorare le competenze digitali dei cittadini su tutto il territorio nazionale.

Un risultato importante nato dalla positiva ancorché sfidante esperienza del progetto “Digit – Rete dei servizi di facilitazione digitale, misura 1.7.2 del PNRR”, curata proprio da IFEL Campania (in qualità di soggetto sub-attuatore della Regione Campania) che ha permesso, attraverso una attenta valutazione analitica dei risultati sin qui conseguiti, di strutturare una proposta progettuale coerente, mirata e del tutto complementare rispetto a quanto finora realizzato. L’attenzione si è quindi orientata verso specifiche fasce d’età, contesti territoriali e tematiche digitali che, per la loro rilevanza, sono state considerate meritevoli di approfondimento. In particolare, le azioni di “Digita Facile Campania” si concentreranno nelle aree interne campane – territori distanti dai centri di offerta di servizi essenziali –, sugli adolescenti (14-18 anni) e sugli over 55 e sulla domanda di competenze sulla sicurezza digitale ed il cyberbullismo. Ma andiamo più nel dettaglio.

Il progetto. “Digita Facile Campania” risponde a questi bisogni con un intervento ben strutturato: 288 corsi di formazione, ciascuno di 3 ore, articolati in 12 percorsi formativi differenziati per livello (base/avanzato) e target (adolescenti 14-18 anni, giovani, anziani over 55). I corsi saranno erogati in modalità ibrida – in presenza e via webinar – presso 16 punti di facilitazione digitale e 8 scuole o enti nelle aree interne. L’obiettivo è raggiungere oltre 1.500 cittadini, con particolare attenzione alle fasce a rischio di emarginazione digitale: anziani, stranieri, persone con basso livello di scolarizzazione, giovani in cerca di occupazione. La formazione si articola attorno a tre assi strategici, allineati al framework europeo DigComp 2.2:

1) Lavoro e sviluppo produttivo: dalla creazione di un CV efficace all’utilizzo delle piattaforme di matching domanda-offerta, fino all’accesso ai servizi digitali per l’autoimprenditorialità e gli incentivi territoriali. L’obiettivo è trasformare le competenze digitali in opportunità concrete di occupazione e sviluppo economico locale.

2) Sicurezza e uso consapevole: dal contrasto al cyberbullismo alla prevenzione delle truffe online, passando per la gestione sicura delle password e la protezione dei dati personali. Particolare attenzione sarà dedicata al fenomeno delle fake news e alla navigazione consapevole, con moduli specifici sulla netiquette e sulla reputazione digitale.

3) Accesso ai servizi essenziali: dall’utilizzo di SPID e Carta d’Identità Elettronica all’accesso ai servizi sanitari digitali (Fascicolo Sanitario Elettronico, portale SINFONIA), fino alla gestione delle pratiche con la pubblica amministrazione.

Il metodo: learning objects e animazione territoriale. L’innovazione del progetto sta nell’approccio pedagogico. I corsi sono strutturati come “learning objects” – moduli formativi autonomi, autoconsistenti e riutilizzabili – che permettono di adattare contenuti e metodologie ai diversi livelli di partenza dei destinatari. Ogni modulo è accompagnato da un “kit formativo” completo, pensato per garantire replicabilità e scalabilità dell’intervento. Le metodologie didattiche privilegiano l’interazione: action learning, cooperative learning, learning by doing. Per gli studenti, particolare attenzione a giochi di ruolo e sperimentazioni dirette. Tutti i webinar saranno registrati e resi disponibili, insieme a pillole video da diffondere sui social network.

Elemento distintivo è il ruolo degli animatori territoriali: professionisti che, interagendo con scuole, patronati, CAF, enti locali e associazioni, si occuperanno di intercettare e accompagnare i cittadini nelle attività formative. Un modello già sperimentato con successo nel progetto DIGIT, che sarà potenziato creando sinergie con la rete del Programma Scuola Viva (scuole, associazioni, terzo settore ecc.).

Un modello sostenibile e replicabile. Con una durata di 10 mesi e un investimento di 286.520 euro, “Digita Facile Campania” si propone come modello sostenibile di intervento nelle aree fragili. Il sistema di monitoraggio – basato su report bimestrali, questionari di gradimento e indicatori di efficacia – garantirà il costante adattamento delle attività alle priorità territoriali. La Fondazione IFEL Campania porta in dote un’esperienza consolidata nella gestione di progetti complessi: dalla formazione degli operatori dei centri per l’impiego al potenziamento del sistema di validazione delle competenze, fino alle attività di contrasto al bullismo attraverso il teatro forum. L’obiettivo finale va oltre i numeri: creare le precondizioni per mantenere popolazione e attività economiche nelle aree interne, trasformando il digitale da barriera a opportunità. Perché nelle periferie della Campania, oggi più che mai, l’inclusione digitale è la chiave per l’inclusione sociale.

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