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Global Education ed Education for Sustainable Development: formare la Coscienza Globale ed orientare l’Azione Trasformativa

di Gaetano Di Palo

È ormai evidente che il tema dello sviluppo sostenibile trascenda i confini nazionali e richieda risposte coordinate a livello globale. La crisi climatica accelera i suoi effetti devastanti, le disuguaglianze sociali si amplificano, pandemie e guerre dimostrano la fragilità dei nostri sistemi interconnessi, mentre la polarizzazione politica mina le basi della convivenza democratica. In questo scenario complesso, l’istruzione emerge non solo come strumento di trasmissione del sapere, ma come leva fondamentale per la trasformazione sociale e la formazione di cittadini capaci di leggere e interpretare criticamente, di pensare globalmente ed agire localmente.

Il set di Goal di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 rappresenta una bussola per navigare queste sfide, e in particolare l’Obiettivo 4: “Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti“, assume un ruolo centrale come fattore accelerante per il raggiungimento degli altri obiettivi: l’istruzione diventa il ponte tra l’attuale realtà frammentata e la visione di un mondo giusto, equo e sostenibile. Ma gli SDGs non rappresentano semplicemente una lista di buone intenzioni, bensì costituiscono una visione sistemica e interconnessa per affrontare le sfide globali e l’istruzione si configura come la “chiave principale” che può assecondare e sviluppare molteplici potenzialità verso la sostenibilità, agendo simultaneamente su più dimensioni: cognitiva, socio-emotiva e comportamentale.

Il modello educativo tradizionale, incentrato sulla trasmissione verticale di conoscenze e sulla memorizzazione di contenuti, si rivela inadeguato di fronte alla complessità delle sfide contemporanee. È necessario un cambio di paradigma verso un apprendimento trasformativo che sviluppi competenze trasversali essenziali: il pensiero critico per analizzare informazioni complesse e spesso contraddittorie, l’empatia per comprendere prospettive diverse e costruire ponti tra culture, la capacità di risoluzione creativa dei problemi per immaginare soluzioni innovative. L’apprendimento diventa così un processo attivo di costruzione di significato che collega il locale al globale, il presente al futuro, la conoscenza all’azione. In questo scenario sia il Global Education che l’Education for Sustainable Development possono servire da quadri di riferimento innovativi per ripensare i sistemi formativi.

Il Global Education (GE) costituisce un approccio pedagogico che sviluppa la comprensione critica delle interconnessioni locali-globali attraverso quattro dimensioni operative: cognitiva (conoscenza dei sistemi globali), socio-emotiva (empatia e identità globale), comportamentale (competenze per l’azione collettiva) e valoriale (impegno per la giustizia sociale e ambientale). A livello europeo viene concettualizzata come education che “apre gli occhi e le menti delle persone alle realtà del mondo globalizzato e le risveglia affinché contribuiscano a un mondo di maggiore giustizia, equità e diritti umani per tutti”.[1]

Anche l’Education for Sustainable Development (ESD), codificato nel framework UNESCO ESD for 2030[2], opera attraverso otto competenze chiave di sostenibilità che si articolano in un sistema integrato. Al centro si trova la competenza di pensiero sistemico, che sviluppa la capacità di riconoscere e comprendere relazioni complesse, analizzare sistemi interconnessi e gestire l’incertezza delle sfide globali. Questa si intreccia con la competenza anticipatoria, che abilita a comprendere e valutare molteplici scenari futuri, sviluppando quella “intelligenza predittiva” essenziale per la pianificazione sostenibile. La dimensione valoriale emerge attraverso la competenza normativa, che permette di mappare, specificare, applicare e negoziare i valori di sostenibilità in contesti conflittuali, mentre la competenza strategica trasforma questi valori in azioni concrete. L’aspetto relazionale viene sviluppato dalla competenza collaborativa, che coltiva la capacità di imparare dagli altri, comprendere prospettive alternative e agire collettivamente. La competenza di pensiero critico fornisce gli strumenti per mettere in discussione norme consolidate e pratiche dominanti, mentre la competenza di auto-consapevolezza facilita la riflessione sul proprio ruolo nella comunità locale e nella società globale. L’architettura si completa con la competenza di risoluzione integrata dei problemi, che rappresenta l’abilità meta-cognitiva di applicare diversi quadri di problem-solving in modo flessibile e contestualizzato.

Figura 1 – UNESCO ESD for 2030 Implementation Framework

Fonte: UNESCO Education for Sustainable Development A roadmap, 2020

Il potere trasformativo di Global Education e Education for Sustainable Development si manifesta attraverso tre meccanismi psico-pedagogici specifici che incidono direttamente sulla formazione del cittadino attivo. Innanzitutto lo sviluppo del Agency Collettivo, che mira a trasformare la percezione individualistica dei problemi globali in una consapevolezza dell’efficacia collettiva. Attraverso metodologie innovative come il problem-based learning e il service learning si sperimenta concretamente come l’azione coordinata possa produrre cambiamenti sistemici, sviluppando l’efficacia collettiva percepita. Questo meccanismo è cruciale per l’SDG 17 sulle Partnership e amplifica l’impatto di tutti gli altri obiettivi, poiché genera la convinzione che i problemi complessi richiedano risposte collaborative.

Al Agency collettivo va abbinata la costruzione di un’identità planetaria attraverso il processo di perspective-taking sviluppato mediante simulazioni interculturali, scambi culturali virtuali e progetti transnazionali. Questo processo genera l’identità cosmopolita radicata, ovvero la capacità di sentirsi simultaneamente cittadini di una comunità locale specifica e del pianeta nel suo insieme. Tale meccanismo è fondamentale per legittimare politiche di cooperazione internazionale necessarie per gli SDGs legati alle sfide globali, come l’SDG 13 sull’Azione climatica, l’SDG 14 sulla Vita sott’acqua e l’SDG 15 sulla Vita sulla terra, poiché crea le condizioni psicologiche per accettare vincoli locali in favore di benefici globali. Terzo tassello è l’attivazione della responsabilità intergenerazionale, utilizzando tecniche pedagogiche avanzate come il Future Design e lo Scenario Planning per sviluppare la capacità di assumere decisioni considerando l’impatto sulle generazioni future. Questo meccanismo cognitivo-emotivo è essenziale per superare il focus psicologico del presente e giustificare investimenti a lungo termine richiesti da SDGs come il 7 sull’Energia pulita e l’11 sulle Città sostenibili, trasformando la percezione temporale da lineare e limitata a circolare e estesa.

La ricerca emergente[3] nel campo dell’educazione alla sostenibilità evidenzia correlazioni positive significative tra esposizione a programmi strutturati di GE/ESD e cambiamenti comportamentali osservabili. Gli studi longitudinali[4] mostrano tendenze consistenti verso un incremento nella partecipazione a iniziative di volontariato ambientale, un’adozione più diffusa di comportamenti di consumo responsabile, e una maggiore disponibilità a supportare politiche di cooperazione internazionale. Il meccanismo causale opera attraverso la mediazione di tre variabili psicologiche fondamentali: l’efficacia collettiva percepita, la connessione emotiva con comunità globali, e l’orientamento temporale esteso.

In alcuni contesti nazionali stanno emergendo esempi concreti di come questi principi possano essere tradotti in pratica[5], e iniziative internazionali[6] promuovono l’impegno civico attraverso programmi di istruzione e formazione specifica degli insegnanti sui temi degli SDGs. Nonostante i progressi, permangono barriere sistemiche significative: curricula sovraccarichi, valutazioni standardizzate che privilegiano la memorizzazione rispetto alla creatività, formazione degli insegnanti inadeguata sui temi della sostenibilità. La pandemia ha aggravato queste criticità, amplificando le disuguaglianze esistenti. I gruppi più vulnerabili sono stati colpiti in modo sproporzionato dalla transizione verso la didattica a distanza, poiché il divario digitale non è solo questione di accesso alla tecnologia, ma tocca competenze digitali, qualità della connessione, spazi adeguati per l’apprendimento. Le lacune politiche rappresentano un ulteriore ostacolo: manca spesso il coraggio politico di ridisegnare radicalmente i sistemi educativi, preferendo riforme cosmetiche che non intaccano le strutture profonde.

Per formare cittadini capaci di affrontare le sfide globali, i sistemi educativi devono intraprendere trasformazioni profonde. L’integrazione dell’ESD nei curricula deve permeare tutte le discipline attraverso approcci interdisciplinari. Il rafforzamento dei quadri istituzionali richiede collaborazioni innovative tra settori tradizionalmente separati: ministeri dell’istruzione, dell’ambiente, degli affari sociali devono lavorare insieme. Gli investimenti in programmi di educazione non formale possono complementare l’educazione formale offrendo spazi di sperimentazione e azione diretta. La leadership basata sui valori emerge come elemento cruciale: dirigenti scolastici, insegnanti, amministratori devono essere formati sui valori dell’inclusione, dell’equità e del pensiero a lungo termine.

Gli Obiettivi di SDG rappresentano l’unica strada percorribile verso un futuro in cui l’umanità possa prosperare in armonia con il pianeta. L’istruzione, re-immaginata attraverso le lenti dell’Educazione Globale e dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile, costituisce il collegamento indispensabile tra questa visione e la realtà attuale. La formazione di cittadini consapevoli, empatici e orientati all’azione non è solo un ideale pedagogico, ma una necessità esistenziale per la sopravvivenza delle società democratiche e della biosfera planetaria. Il momento dell’azione è adesso.

[1] Europe-wide Global Education Congress, European Strategy Framework For Improving and Increasing Global Education in Europe, Maastricht, 15-17, November, 2002

[2] UNESCO, Education for Sustainable Development A roadmap, Paris, 2020

[3] Kazazoglu, S. (2025). Environmental Education Through Eco-Literacy: Integrating Sustainability into English Language Teaching, .Sustainability,17(5), 2156.; Saruchera, F. (2025). Sustainability: A Concept in Flux? The Role of Multidisciplinary Insights in Shaping Sustainable Futures. Sustainability, 17(1), 326

[4] Žalėnienė, I., & Pereira, P. (2021). Higher education for sustainability: A global perspective. Geography and Sustainability, 2(2), 99-106; Simsar, A., (2021). Young children’s ecological footprint awareness and environmental attitudes in Turkey. Child Indicators Research (2021) 14:1387–1413

[5] Fernando M. Reimers Ed. Audacious Education Purposes. How Governments Transform the Goals of Education Systems, Springer, 2020

[6] v. ad es. Eco-Schools https://www.ecoschools.global presente in 79 paesi attraverso le organizzazioni membri della Fondazione per l’Educazione Ambientale (FEE) e in 22 paesi attraverso le scuole internazionali che conta così 52.552 Eco-Schools nel mondo e 13.700.972 studenti registrati o anche Roots & Shoots, https://rootsandshoots.org programma di educazione alla cittadinanza globale e ambientale fondato dalla famosa etologa Jane Goodall

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