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PR Campania FESR 21-27: attuazione, monitoraggio e nuove sfide al centro del Comitato di Sorveglianza

di Maria Esposito

Il 25 settembre 2026 si è riunito il Comitato di Sorveglianza del PR Campania FESR 2021-2027, occasione di confronto tra Regione Campania, Commissione europea, Dipartimento per le Politiche di Coesione e partenariato economico e sociale sullo stato di avanzamento del Programma Regionale FESR 2021/2027. Il focus del Comitato di Sorveglianza è stato dedicato alle principali sfide che accompagneranno la fase finale dell’attuale ciclo di programmazione con particolare riferimento al target del 31/12/2026.

Le operazioni: prevenzione e tutela del territorio

Ad aprire i lavori è stato il responsabile dell’Autorità di Gestione, ing. Sergio Negro. Una prima parte della seduta è stata dedicata alla presentazione di alcune operazioni di particolare rilievo finanziate dal Programma, con l’obiettivo di rendere più evidente il contributo concreto delle risorse europee alla sicurezza, alla tutela ambientale e alla qualità dei territori.

La prima è il servizio regionale antincendio boschivo (Azione 2.4.2), finanziato con 14 milioni di euro l’anno per il 2024, il 2025 e il 2026 e attuato dalla società in-house SMA Campania. Il sistema integra mezzi, sale di controllo e dispositivi digitali, con una flotta di sette elicotteri distribuiti su sei elisuperfici. Il direttore generale della Protezione civile, Italo Giulivo, ha illustrato i progressi nello spegnimento tempestivo dei roghi, che riduce il ricorso ai mezzi aerei, e una campagna di comunicazione integrata. La DG Regio ha osservato che l’intervento va nella direzione indicata dalla nuova comunicazione europea, orientata a prevenzione, resilienza e attività post-incendio.

La seconda è la riqualificazione e messa in sicurezza di aree verdi, giardini storici e foreste regionali (Azione 2.4.3), con un valore di 43 milioni di euro. Il direttore dell’Ufficio Speciale Opere Strategiche, Fabrizio Manduca, ha ricordato che fino al 2022 queste aree erano in stato di abbandono e degrado. L’intervento riguarda la Foresta di Cuma, la Riserva Astroni-Sartania, la Foresta di Roccarainola e il Parco Uccelli. Su circa 1.300 ettari, 130 erano occupati da attività illegali: ne sono già stati restituiti alla fruizione pubblica circa 80. L’obiettivo è affiancare agli investimenti forme di gestione condivisa che ne garantiscano la tenuta nel tempo.

Il nodo del 31 dicembre 2026

Il cuore della seduta ha riguardato tuttavia lo stato di attuazione del PR e le prospettive di conseguimento del target N+3 al 31 dicembre 2026. L’Autorità di Gestione ha illustrato la nuova configurazione del Programma conseguente alla proposta di riprogrammazione trasmessa alla Commissione europea e le misure correttive avviate per sostenere l’avanzamento finanziario, valorizzando anche una gestione integrata delle diverse fonti disponibili.

Dal confronto con la Commissione è emersa la necessità di rafforzare il monitoraggio soprattutto nei settori caratterizzati da maggiore complessità attuativa. Ciclo integrato delle acque, rifiuti, housing e strategie territoriali saranno oggetto di approfondimenti puntuali a livello di singola operazione, verificandone maturità, tempi di realizzazione e criticità. Per l’OP5 e le strategie territoriali, in particolare, l’attenzione resta alta anche in relazione alle scadenze previste per il 2026.

La sfida, come evidenziato nel corso del Comitato di Sorveglianza, è quella di conciliare l’esigenza di accelerare la spesa con la qualità degli investimenti. L’obiettivo non è infatti limitarsi a concentrare le risorse sulle operazioni più rapidamente realizzabili, ma salvaguardare la capacità del Programma di rispondere ai fabbisogni strategici dei territori. In questo quadro assumono rilievo anche il rafforzamento della capacità amministrativa, l’accompagnamento dei beneficiari e l’integrazione con gli interventi del PNRR e degli altri strumenti di finanziamento.

La seduta ha quindi restituito l’immagine di un Programma entrato in una fase decisiva: alla necessità di accelerare l’attuazione si accompagna quella di mantenere alta la qualità delle scelte, rafforzare la capacità amministrativa e utilizzare in modo coordinato le diverse fonti finanziarie. Una sfida che guarda al raggiungimento degli obiettivi del 2026, ma anche alla costruzione delle condizioni per la futura programmazione europea.

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