di Salvatore Maria Pisacane
Si è conclusa lo scorso settembre, la terza edizione del World Meeting on Human Fraternity, un evento biennale di rilevanza internazionale promosso dalla Basilica di San Pietro, dalla Fondazione vaticana “Fratelli tutti” e dall’associazione Be Human. Per due giorni, il cuore di Roma, da Piazza San Pietro al Campidoglio, è stato il palcoscenico di un intenso dibattito globale incentrato sulla via della fraternità come unica risposta alle complesse crisi che affliggono il mondo moderno.
L’evento ha voluto rappresentare un seme di speranza in un momento storico di profonda sofferenza globale, segnato da guerre, solitudini, nuove povertà, tecnocrazia, cambiamenti climatici e degenerazioni socioeconomiche. La domanda fondamentale che ha attraversato tutti gli incontri è stata: «Cosa vuol dire essere umani, oggi?». Un interrogativo tanto complesso quanto necessario: è stato affrontato insieme, in dialogo tra persone di culture, fedi, generazioni e origini diverse, come unico cammino possibile per costruire un futuro condiviso.
Questo percorso, promosso su iniziativa del Presidente della Fondazione Fratelli Tutti, S.E.R. Card. Mauro Gambetti, e ispirato al messaggio di Papa Francesco, si è posto fin dall’inizio un obiettivo chiaro: restituire alla fraternità il suo significato più autentico. Non solo come valore astratto, ma come esperienza viva e intelligenza relazionale, capace di orientare la cultura, influenzare le società e guidare le scelte, tanto politiche quanto personali. Del resto, come ricorda l’enciclica Fratelli Tutti, la fraternità è stata chiamata ad andare oltre il mero rispetto delle libertà individuali o l’applicazione di una giustizia formale, per giungere ad offrire un apporto positivo e fondativo sia alla libertà che all’uguaglianza[i].
Oggi più che mai, la fraternità è chiamata a riemergere come fondamento dell’umano, un principio vitale che attraversa ogni ambito della società: dalle istituzioni alle periferie, dal mondo dell’educazione a quello dell’impresa, fino a comprendere le nuove frontiere del digitale e dell’intelligenza artificiale. Non si tratta solo di un ideale, ma di una forza concreta che può tradursi in nuove forme di carità sociale, in alleanze tra saperi diversi, in una solidarietà capace di unire le generazioni. In questo orizzonte, la fraternità diventa il motore di un’intelligenza collettiva, in grado di orientare il cambiamento verso mete comuni: la dignità della persona, la giustizia sociale, la pace e il bene condiviso[ii].
A tal riguardo, durante la prima giornata dell’evento, il 12 settembre, si sono riuniti ben quindici tavoli tematici, veri e propri laboratori viventi che hanno messo in contatto istituzioni, università, enti locali, imprese e reti civiche[iii]. Questi incontri, svoltisi in luoghi simbolo di Roma come il Campidoglio, la FAO, la sede dell’UE, e quelle di ABI e della Provincia di Roma, hanno affrontato temi cruciali quali: economia e finanza, salute e infanzia, educazione, sicurezza alimentare, sport e intelligenza artificiale, ambiente e sostenibilità, informazione.
I Tavoli di lavoro hanno rappresentato spazi di confronto attivo, nati con l’obiettivo di indagare cosa significhi essere umani nel nostro tempo. Attraverso il dialogo tra esperienze diverse, sono emerse buone pratiche e proposte concrete per valutare l’impatto della fraternità sulla società e sulle relazioni umane. I risultati di questo percorso sono stati portati all’Assemblea dell’Umano, svoltasi il giorno successivo nella storica Sala degli Orazi e Curiazi in Campidoglio. In quell’occasione, esperti di rilievo internazionale hanno avviato un processo sinodale mirato a orientare le politiche pubbliche, i percorsi educativi e le strategie future, a partire proprio dal valore della fraternità.
Durante l’assemblea è stata riaffermata con forza una visione condivisa fin dalla prima edizione del Meeting dai Premi Nobel per la Pace: una società è davvero armoniosa quando viene rispettata la dignità della persona, il lavoro è giustamente retribuito e la giustizia trova piena applicazione. Scegliere la fraternità come base delle relazioni umane richiede dialogo e capacità di perdono, una conquista che non implica l’obnubilamento della mente, ma una scelta ben precisa, quella di non lasciarsi dominare dalla forza distruttiva di cui l’umanità subisce continuamente le conseguenze.
Il momento culminante del Meeting si è vissuto la sera del 13 settembre in Piazza San Pietro, con un grande evento internazionale dedicato alla fraternità. La serata, che ha visto la partecipazione di artisti di fama mondiale, si è trasformata in una vera e propria piattaforma multimediale capace di unire linguaggi, culture ed emozioni. È stata celebrata, alla presenza di migliaia di spettatori, l’universalità dei legami tra le persone e il comune impegno per la custodia del Creato. Un’esperienza corale e intensa, capace di tradurre in arte e partecipazione i valori condivisi emersi nei giorni del Meeting.
All’interno del World Meeting è parso riecheggiare con forza e autenticità quel messaggio che Papa Leone ha affidato ai popoli di tutto il mondo agli esordi del Suo Pontificato: “Fratelli, sorelle, questa è l’ora dell’amore! Insieme, come unico popolo, come fratelli tutti, camminiamo incontro a Dio e amiamoci a vicenda tra di noi”. Ha ricordato il Santo Padre che, prima di ogni appartenenza o differenza, “siamo innanzitutto chiamati a essere umani”[iv].
[i] Papa Francesco, Lettera Enciclica Fratelli tutti del Santo Padre Francesco sulla fraternità e l’amicizia sociale, disponibile su: www.vatican.va
[ii] Fondazione Fratelli Tutti, Orizzonte culturale del World Meeting on Human Fraternity. https://www.fondazionefratellitutti.org/. È disponibile anche la “Dichiarazione sulla fraternità umana #notalone”, scritta e firmata da Premi Nobel e Organizzazioni internazionali insignite del Nobel per la Pace durante il primo Meeting tenutosi il 10 giugno 2023.
[iii]I tavoli, come ha ribadito il Segretario generale della Fondazione Fratelli Tutti, Padre Francesco Occhetta, “vogliono segnalare il valore della fraternità e sottolineare la radice dell’umano che lega tutti. Perché oggi serve una comunità di menti e cuori impegnati a scegliere il bene”, disponibile su: World Meeting on Human Fraternity 2025, essere umani in epoca di odio e guerre, www.vaticannews.va
[iv] Papa Leone XIV, Omelia del Santo Padre Leone XIV, 18 maggio 2025, disponibile su: www.vatican.va


