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Riprogrammare per accelerare: la Campania alla prova della flessibilità strategica

di Annapaola Voto

Ci sono fasi, nei cicli di vita di ogni programma europeo, in cui le analisi e le priorità iniziali vengono stravolte dalla realtà. È successo negli ultimi tre anni, quando crisi economiche e tensioni geopolitiche hanno ridisegnato le priorità dell’Europa. E sta succedendo ora, e la Commissione con la Mid-Term Review offre la possibilità di riallineare i fondi strutturali alle sfide del presente.

La Campania ha scelto di cogliere l’opportunità offerta dalla Commissione per riallineare il programma ai nuovi indirizzi strategici, agendo con una tempestività che oggi la pone come prima Regione italiana prossima all’approvazione formale della Mid-Term Review entro ottobre 2025. Non si tratta di un mero adempimento contabile, ma di una precisa scelta politico-amministrativa di grande rilievo: un segnale di capacità istituzionale, di visione e di coraggio.

La flessibilità come risposta alla complessità

Il nuovo quadro regolamentare europeo ci ha offerto spazi di manovra inediti. Chi approva la riprogrammazione entro il 31 ottobre 2025 ottiene un prefinanziamento straordinario del 20%, estensione dell’ammissibilità fino al 2030, cofinanziamento europeo fino al 95%. Ma c’era una condizione: riallocare almeno il 10% delle risorse complessive del programma.

Abbiamo scelto di andare oltre. Abbiamo mobilitato circa 400 milioni di euro in quota UE, introducendo quattro nuovi assi dedicati a tre nuove priorità strategiche – resilienza idrica, housing accessibile, transizione energetica – in linea con le indicazioni europee e pienamente coerenti con i bisogni concreti e immediati del territorio.

L’acqua, innanzitutto. Con 250 milioni di euro dedicati alla Priorità 2ter, affrontiamo il paradosso di una regione circondata dal mare, ma sempre più segnata dalla siccità e dal dissesto idrogeologico. Non bastano più interventi spot: serve una visione integrata che metta insieme infrastrutture, gestione sostenibile e prevenzione.

Poi la casa. L’housing accessibile non è solo una questione sociale, ma un indicatore di qualità della vita. Con 65 milioni della Priorità 2quater e 35 della Priorità 5bis puntiamo su efficientamento energetico e housing sociale, con particolare attenzione a studenti e fasce vulnerabili. Perché una regione che vuole trattenere i propri talenti deve offrire loro un luogo dove vivere dignitosamente.

Non ultima, l’energia. La Priorità 2quinquies, con 50 milioni, rafforza interconnessioni, reti di distribuzione e mobilità elettrica. In perfetta sinergia con il PNRR e il Piano Energetico Ambientale Regionale, perché le risorse si moltiplicano quando dialogano tra loro.

Un metodo che fa la differenza

Ma vorrei soffermarmi sul metodo, perché è qui che si misura la vera innovazione. Abbiamo negoziato con la Commissione europea “in tempo reale”, avviando il dialogo già tra giugno e luglio, ancor prima della approvazione definitiva del nuovo regolamento. Questo ha permesso di anticipare valutazioni tecniche, sciogliere nodi interpretativi e arrivare al Comitato di Sorveglianza del 10 ottobre con un documento già allineato.

Non è retorica: è pragmatismo istituzionale. È la consapevolezza che i tempi europei non aspettano chi temporeggia. E che la burocrazia può essere sconfitta solo con la competenza e il dialogo preventivo.

Il risultato? Siamo la prima regione italiana ad aver completato l’iter. Non per un primato formale, ma perché ogni giorno di ritardo significa opportunità perse, cantieri bloccati, liquidità congelata. E soprattutto perché vogliamo dimostrare che la Campania sa essere all’altezza delle sfide europee.

Dal controllo alla performance

Questa riprogrammazione conferma anche un cambio di paradigma nella gestione dei fondi. Non più solo rendicontazione e controllo, ma accountability e misurabilità delle performance. Ogni euro allocato corrisponde a obiettivi fisici verificabili, milestone definite, risultati attesi sul territorio.

Abbiamo rimodulato le priorità esistenti sulla base del loro avanzamento reale e della complementarità con altre fonti di finanziamento. Il principio è semplice: concentrare le risorse su ciò che è pronto, utile e coerente con le nuove sfide. Non disperdere, ma focalizzare.

E questo approccio ci permetterà di raggiungere più agevolmente il target N+3 del 31 dicembre 2025, ottenendo nel contempo liquidità aggiuntiva per sostenere la fase di spesa 2025-2026. Ma, soprattutto, ci consegna un programma più aderente alle priorità reali condivise con l’Europa: acqua, energia, casa, infrastrutture.

Una lezione per il futuro

Le modifiche regolamentari europee hanno sancito un punto di svolta nel modo di intendere la politica di coesione. Non più un esercizio di distribuzione automatica di risorse, ma un processo dinamico di adattamento continuo, in cui efficacia e rapidità diventano i veri indicatori di successo.

Per la Campania, questa è l’occasione di consolidare un modello di gestione più efficiente, capace di tradurre le regole europee in risultati concreti per cittadini e imprese. Un modello fondato su tre pilastri: dialogo preventivo con le istituzioni europee, flessibilità strategica nell’allocazione delle risorse, misurazione rigorosa dei risultati.

Siamo consapevoli che la vera sfida inizia ora: trasformare questa architettura finanziaria in progetti cantierabili, appalti efficaci, opere concluse. Ma siamo altrettanto consapevoli di aver costruito le condizioni per farlo al meglio.

La riprogrammazione del FESR Campania 2021-2027 non è un punto di arrivo. È un punto di ripartenza, più veloce e più focalizzato. È la dimostrazione che, quando istituzioni, competenze e volontà politica si allineano, anche i vincoli possono trasformarsi in opportunità.

E che la Campania, quando vuole, sa correre.

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