CulturaIl Teatro Romano di Benevento, un’opera che attraversa il...

Il Teatro Romano di Benevento, un’opera che attraversa il confine tra presente e passato

di Valeria Mucerino

Ambientazioni remote si incrociano nell’antica terra dei Sanniti, poi colonizzata dai Romani che la ribattezzarono Beneventum “buon evento”.
Benevento, provincia ricca di storia, di suggestioni archeologiche e di affascinanti paesaggi, sin dalla sua fondazione fu sottoposta all’influenza di molti popoli e territori, le cui tracce, disseminate per tutta la città, rendono questo centro un museo a cielo aperto che vanta maestose opere sopravvissute all’erosione del tempo. Una di queste è il Teatro Romano, inaugurato quasi duemila anni fa dall’Imperatore Adriano.

Costruzione ed ampliamento
Si tratta di uno dei teatri antichi più grandi e più belli del mondo. Ha un diametro di 90 metri ed è formato da una cavea a pianta semicircolare che poteva ospitare oltre quindicimila spettatori. La sua costruzione risale all’epoca di Adriano tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C., ma fu poi restaurato ed ingrandito dall’Imperatore Caracalla.
Ciò è testimoniato da due cippi posti sulla scena: sul primo, collocato sulla facciata anteriore, si rinviene l’iscrizione che celebra l’inizio dei lavori sotto Adriano; sul secondo, posto sulla facciata posteriore, si celebra Caracalla e si indica la data di chiusura dei lavori di ampliamento. Un dato che rappresenta anche l’importanza raggiunta dalla città a seguito dell’inaugurazione della Via Traiana.
La struttura è realizzata principalmente in cemento, con paramenti di pietra calcarea e laterizio. Originariamente era formata da 25 arcate poste in 3 ordini, di cui oggi rimangono solo il primo ed una piccola parte del secondo. Alle spalle della scena – dove si esibivano gli attori – erano situate delle scale che servivano da ingresso riservato agli artisti.

I resti
Durante le visite al teatro saltano immediatamente all’occhio sia il bellissimo mosaico sul pavimento di una delle sale sul lato destro, sia gli stucchi ed alcune pareti marmoree policrome, di cui il teatro originariamente era completamente rivestito.
Delle decorazioni native ci sono pervenuti anche diversi mascheroni posti sul viale d’ingresso, parte dei quali sono stati spostati in alcuni edifici storici di Benevento, e vari affreschi ed arcate in pietra, delimitate da colonne in stile tuscanico, comunicanti con l’interno attraverso una serie di corridoi alternati a scale.
Probabilmente nella zona circostante il teatro sorgevano anche una scuola di ballo, un’associazione di attori e di musicisti e una fabbrica di strumenti musicali. La presenza sul retro della scena di tre scale con numerosi frammenti di colonne e di trabeazioni ha fatto supporre l’esistenza di un altro ingresso per gli artisti.
Nonostante sia andato perduto gran parte di questo rivestimento, l’acustica del teatro, oggi come quasi 2000 anni fa, resta eccellente: per questo, il complesso viene tutt’oggi utilizzato per ospitare spettacoli, concerti o manifestazioni di vario genere.

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