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Fondi europei e sviluppo territoriale, la rigenerazione Urbana in Campania: le città medie. I PICS nel POR FESR Campania 2014/2020.

di Felice Fasolino

Le politiche territoriali dell’Unione europea si sono evolute da strategie di intervento settoriale verso programmi a vocazione integrata. Si è passati ad una strategia place-based, multisettoriale ed integrata, per l’attuazione di policy di sviluppo più rispondenti a specifici bisogni locali.

La politica urbana europea si riferisce all’insieme delle iniziative e strategie volte a migliorare la qualità della vita nelle città, affrontando sfide come la coesione sociale, la sostenibilità in tutte le sue dimensioni, l’innovazione e la governance multilivello. La combinazione tra integrazione e territorialità rappresenta un elemento metodologico peculiare.

La città, “cosa umana per eccellenza” è un magnete attrattivo, dove la storia, lo sviluppo tecnologico, le dinamiche economico-sociali ne accentuano la complessità. Lo spazio urbano è luogo d’intervento per le politiche pubbliche. È stimato che nel 2050, in Europa, oltre l’80% della popolazione e fino all’85% del PIL si concentrerà in aree urbane. Una dinamica che deve essere interpretata e gestita a tutti i livelli.

Le Città sono considerate, al contempo, “causa” e “soluzione” delle difficoltà e fungono da catalizzatori di risorse ed energie. Sono i luoghi in cui vari problemi persistenti (quali ad esempio disoccupazione, segregazione e povertà) raggiungono livelli rilevanti e sono in prima linea nell’attuazione delle misure relative alle transizioni verde, industriale e digitale, come pure nella lotta contro l’esclusione sociale. Svolgono un ruolo di primo piano nell’affrontare la crisi climatica e i flussi migratori.

La Commissione europea ha riconosciuto la complessità delle differenti situazioni territoriali e ha incoraggiato a perseguire strategie territoriali per tutte le tipologie di territori, secondo le diverse necessità e opportunità.

In Italia, nel periodo di programmazione 2014/2020, la politica di coesione ha visto affermarsi iniziative dotate di organicità con programmi dedicati alle aree urbane (PON Metro e POR regionali con “Assi urbani” o “ITI”).

Le politiche della Regione Campania, fin dalla programmazione 2007/2013, hanno individuato lo sviluppo urbano come leva strategica, scegliendo di rafforzare la rete delle “Città medie” quali nodi di un “territorio policentrico” e come “centri di servizi”, oltre i confini amministrativi.

La strategia regionale di “sviluppo urbano sostenibile” ha concentrato le risorse per il potenziamento e l’innovazione dei servizi con un approccio integrato e multisettoriale per esaltarne i punti di forza e contribuire a superare alcuni fattori di debolezza, privilegiando i servizi ambientali, sociali ed economici di base, senza creare una minaccia alla vitalità del sistema naturale, urbano e sociale, che da queste opportunità dipende. Invece di spalmare gli interventi dentro altri contenitori, si è scelto di concentrare per efficientarne l’impatto, anche in termini di divulgazione e di diffusione della consapevolezza, responsabilizzando gli addetti ai lavori e la cittadinanza.

Lo sviluppo locale partecipato induce un cambiamento nella cultura della pianificazione locale promuovendo la cooperazione e il coordinamento tra stakeholder e livelli di governo.

La Campania ha utilizzato la “delega di funzioni” (cioè, riconoscere ai centri amministrativi locali ruoli e funzioni di programmazione, attuazione e controllo nell’attuazione di progetti co-finanziati con i fondi UE, operando una scelta di responsabilizzazione degli attori locali e di avvicinamento dell’Europa ai territori e ai cittadini). Il pieno coinvolgimento, dalla selezione all’attuazione delle operazioni, ha creato un modello di governance “rinnovato” che si è dimostrato una buona pratica, sia per aumentare la capacità delle strutture amministrative e tecniche delle città di gestire programmi complessi, sia per una progettazione mirata, che avvicina la programmazione e l’Europa ai territori. Non mancano elementi di preoccupazione come la debolezza di alcune realtà sociali ed economiche, le limitate energie e competenze, l’erosione della dotazione di personale, ma, per converso, sono oggettivi anche i positivi risultati.

La Regione Campania per il ciclo 2014-2020, ha confermato e riconosciuto il ruolo di Organismo Intermedio (OI) per la gestione e l’attuazione di interventi alle 19 città medie. Per ogni città le attività sono state coordinate attraverso una “Cabina di regia” presieduta dal Sindaco, e con l’Assessore regionale all’Urbanistica e all’Ambiente, il Responsabile della programmazione unitaria regionale, l’Autorità di gestione del POR FESR, il Responsabile dell’obiettivo specifico dell’Asse del FESR 2014-2020 e il Responsabile del Programma Integrato Città Sostenibile (PICS) della città.

Inoltre, si è istituito un tavolo intra-attoriale con la finalità di mettere a sistema le 19 città OI e la Regione, denominato “Tavolo città”.

Per l’attuazione si sono definite procedure e strumenti e fornito supporti, connotando un modello di governance con questi elementi principali:

  • la verifica della sussistenza dei requisiti per il riconoscimento del ruolo di Organismi Intermedi ai sensi dell’art. 7 Reg (UE) n. 1301/2013 da parte della Regione;
  • la creazione di un sistema di gestione e controllo e un ufficio dedicato per ciascuna città;
  • la definizione dello schema di provvedimento di delega di funzioni da parte della Regione;
  • l’ascolto delle istanze territoriali (secondo i principi della programmazione partecipata) e redazione di un Documento di Orientamento Strategico (DOS) da parte delle città;
  • la redazione da parte delle città dei “programmi integrati città sostenibile” (PICS), con la condivisione in cabina di regia (dopo una serie di verifiche di coerenza da parte degli uffici regionali competenti);
  • la sottoscrizione dell’Accordo di programma per l’attuazione dei progetti inseriti nel piano Integrato tra il Presidente della Giunta Regionale e i Sindaci.

La rigenerazione delle città è spinta, oltre che da fattori economici, demografici e sociali, anche da principi regolativi, risparmio di suolo, obiettivi di risparmio energetico.

La durabilità di queste scelte ha dimostrato un impatto positivo sia in termini di efficacia delle azioni, sia in termini di evoluzione della governance.

È sempre più evidente il ruolo di responsabilità e di incidenza del governo locale nei processi trasformativi e di rigenerazione per migliorare la qualità di vita, recuperare aree degradate, trovare nuove funzioni, migliorare la qualità dell’abitare, offrire una migliore e più efficiente mobilità e miglior accesso ai servizi.

Si tratta di mobilitare energie, risorse, metodi e strumenti. Rigenerare le città significa anche rigenerare le regole, la governance, gli strumenti e le risorse disponibili.

Tabella di sintesi dei PICS delle città medie della Campania (attuate con il sostegno del PO FESR 2014/2020)

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